Burkina Faso, indagati tre militari per la morte di Norbert Zongo

di Enrico Casale
Memoriale di Norbert Zongo
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

norbert zongoDopo l’avvio delle indagini per la morte dell’ex Presidente Thomas Sankara (che ha portato in cella l’ex capo della Guardia presidenziale, Gilbert Diendéré e altre 12 persone), in Burkina Faso si sta facendo luce anche sull’omicidio di Norbert Zongo.

Il giornalista fu trovato carbonizzato nella sua auto con tre dei suoi compagni nel 1998. In quel periodo stava indagando sulla morte del conducente del fratello del Presidente Blaise Compaoré. Nel 2006, le autorità giudiziarie avevano condotto sommarie indagini che avevano portato a un non-luogo a procedere. Ma nel marzo di quest’anno, in un clima politico diverso caratterizzato dall’uscita di scena di Blaise Compaoré, il caso è stato riaperto e i magistrati hanno incriminato tre militari dell’ex Guardia presidenziale, il corpo speciale già coinvolto nell’uccisione di Thomas Sankara.

Mercoledì scorso, il giudice ha convocato le parti per fare il punto sulle indagini, compreso Me Bénéwendé Sankara, avvocato della famiglia Zongo.

«I tre militari – ha dichiarato l’avvocato a Rfi -, oltre a essere sono coinvolti nell’omicidio Zongo, hanno probabilmente avuto un ruolo sia nell’assassinio di David Ouedraogo, l’autista di François Compaoré, il fratello minore di Blaise Compaore, sia in quello di Thomas Sankara. I giudici ci hanno detto che hanno anche trovato il relitto del veicolo che è stato utilizzato. Non posso dirvi esattamente dove, ma abbiamo visto le immagini del relitto (…) che è diventato un elemento base delle indagini. Ma ciò che è importante è l’incriminazione dei militari che permette il loro interrogatorio».

Secondo il legale, si è compiuto un importante passo avanti nelle indagini. «Queste incriminazioni – conclude l’avvocato -, rappresentano una novità positiva. Ma ciò che ci interessa è la verità sulla morte di Zongo. Personalmente ho fiducia, ma ora la domanda è: quando ferrà fatta giustizia? Deve essere mantenuta una forte mobilitazione popolare, ma dobbiamo anche far sì che l’indagine prosegua serenamente. È un dossier delicato e complesso, con molte ramificazioni. Il problema non è il coinvolgimento di tre militari di basso rango, ma bisogna risalire ai complici e ai mandanti per sapere chi ha dato l’ordine».

L’avvocato Ma Sankara ha rivelato che il giudice ha proceduto alla liquidazione di un indennizzo di 233 milioni di franchi Cfa alle famiglie, in seguito alla decisione emessa dalla Corte africana dei diritti e dei popoli in giugno.

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