Angola | Isabel dos Santos, una fortuna illecita

di Enrico Casale
isabel dos santos
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Quella di Isabel sos Santos è una fortuna accumulata grazie alla corruzione e alla malversazione. Quello che si sospettava da tempo è emerso con grande chiarezza grazie a documenti trapelati nei giorni scorsi. In essi è messo in evidenza come i miliardi di dollari del suo patrimonio sarebbero il frutto di uno sfruttamento massiccio del suo Paese, l’Angola.

Isabel sarebbe infatti riuscita a ottenere contratti favolosi relativi allo sfruttamento di terre coltivabili, petrolio, diamanti e telecomunicazioni quando suo padre, Eduardo dos Santos, era presidente dell’Angola.

I documenti mostrano come a Isabel e a suo marito, Sindika Dokolo, sarebbe stato permesso di acquistare beni statali preziosi grazie a una serie di accordi sospetti. Queste intese avrebbero permesso loro di accumulare un impero di oltre 400 società e filiali in 41 Paesi, di cui almeno 94 in giurisdizioni segrete come Malta, Mauritius e Hong Kong. Queste società acquistarono beni, come immobili di valore elevato a Londra e Lisbona, e acquistarono quote in altre attività, tra cui la società di gioielleria de Grisogono. Isabel Dos Santos è considerate una delle donne più ricche del mondo. Secondo la rivista specializzata Forbes, la sua fortuna personale è stimata in più di due miliardi di dollari.

Dal 2017, quando il padre ha lasciato il potere, è stata allontanato dalla presidenza della Sonangol, la compagnia petrolifera di Stato, «ma i suoi affari si estendono fuori dall’Angola: in Portogalllo, a Capo Verde in Sudafrica e spaziando dalle banche, alle telecomunicazioni (dove possiede partecipazioni rilevati) in un crescendo di attività minori».

La figlia dell’ex presidente, che ora vive nel Regno Unito (dove possiede grandi proprietà), è già stata sottoposta a inchieste penali dalle autorità angolane per il reato di corruzione. In patria i suoi beni sono già stati congelati. Il governo angolano ha dichiarato alla corte che la coppia e un socio in affari sono stati responsabili di perdite statali di 1,1 miliardi di dollari.

Il 30% degli angolani vive in povertà con meno di due dollari al giorno. Secondo Andrew Feinstein, capo di Corruption Watch, afferma in un’intervista rilasciata alla Bbc, i documenti mostrano come Isabel dos Santos avrebbe sfruttato il suo Paese a spese degli angolani. «Ogni volta che appare sulla copertina di una rivista patinata da qualche parte nel mondo, ogni volta che ospita una delle sue feste glamour nel sud della Francia, lo fa calpestando le aspirazioni dei cittadini dell’Angola», ha dichiarato.

Ovviamente Isabel rifiuta qualsiasi accusa e afferma che i documenti utilizzati contro di lei sono false frutto di «una caccia alle streghe che nasce da una guerra politica guidata dagli attuali leader del Paese».

(Enrico Casale)

 

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