Africa: verso il vertice Parigi su finanziamento economie

di Enrico Casale
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Si avvicina il mini vertice sul finanziamento delle economie africane programmato a Parigi il 18 maggio prossimo. L’obiettivo dell’appuntamento, promosso dal presidente francese Emmanuel Macron, è cercare nuove fonti di finanziamento per l’Africa sub-sahariana duramente colpita dalle conseguenze della crisi del covid-19, ma anche dal peso del debito. I temi che verranno affrontati riguardano i finanziamenti esterni, i potenziamento dell’attrattività delle economie africane, il rafforzamento del settore privato e il finanziamento di grandi progetti.

Lo scorso 27 aprile, in occasione della visita a Parigi del presidente congolese e presidente di turno dell’Unione Africana (Ua), Felix Tshisekedi, Macron ha chiesto un “new deal” per i finanziamenti all’Africa. Un appello, e un vertice in preparazione, che stanno suscitando reazioni. “Sebbene l’appello di Macron sia rilevante, non dobbiamo dimenticare di chiederci di chi è la colpa se le economie africane stanno morendo”, osserva il giornale burkinabè Le Pays, che torna a ricordare la morsa del debito contratto dalle economie africane presso istituzioni finanziarie internazionali o governi del cosiddetto “nord del mondo”. “Se il debito, che era in calo negli anni ’90, è salito da 100 miliardi a 309 miliardi di dollari tra il 2006 e il 2019, non è certo solo dovuto alla cattiva gestione o al covid nei Paesi dell’Africa subsahariana. Emmanuel Macron dimentica che il suo Paese è in parte responsabile della pestilenza di questa piaga”, scrive Dabadi Zoumbara su Le Pays.

Secondo Guillaume Chabert, co-presidente del Club di Parigi,  il gruppo informale di organizzazioni finanziarie dei 22 paesi più ricchi del mondo, “non è la crisi  del covid a determinare l’inflazione del debito, registrata in un momento in cui l’Africa era in una fase di rapido e significativo re-indebitamento”.

Secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi), i Paesi dell’Africa subsahariana potrebbero affrontare un deficit di finanziamento di 290 miliardi di dollari entro il 2023. Lo scorso aprile, è stata messa in atto una moratoria sul servizio del debito da parte del Club di Parigi e del G20, che ha consentito il differimento del pagamento di 5,7 miliardi di dollari di interessi. Trentuno paesi africani ne hanno beneficiato.

La Presidenza italiana del G20 sul tema “People, Planet and Prosperity” conta di prestare particolare attenzione all’alleggerimento del debito, soprattutto a beneficio dei Paesi africani, ai quali sarà dedicata una colazione di lavoro nel corso della riunione ministeriale in programma a Matera il 28 e 29 giugno. A Matera saranno invitati Algeria, Marocco Tunisia e Niger oltre che i ministri degli Esteri di Repubblica democratica del Congo e Rwanda, presidenti di turno rispettivamente dell’Unione Africana e del Nepad, il Programma dell’Unione Africa per lo sviluppo socio-economico del continente.

Per evitare che si tratti per l’Africa di un altro decennio perso e per costruire economie resilienti, secondo il presidente della Banca africana per lo sviluppo  Akinwumi Adesina, è necessario “affrontare le sfide del debito e della finanza per lo sviluppo in partnership con la comunità internazionale”.

(Céline Camoin)

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