Burkina Faso, si inneggia ai militari con bandiere russe

di claudia

La società civile burkinabé ha accolto con reazioni contrastanti la presa del potere da parte dei militari del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr). Da un lato infatti c’è stata la grande manifestazione di piazza della Nazione a Ouagadougou, con un migliaio di persone in festa e qualche bandiera russa tra la folla, secondo quanto riportano le agenzie.

Il Movimento salviamo il Burkina Faso, un collettivo di organizzazioni della società civile guidato da Valentin Yambkoudougou che ha organizzato diverse manifestazioni ostili al governo di Roch Kaboré, ha salutato il golpe con sollievo: durante una conferenza stampa ieri a Ouagadougou, ripresa dall’agenzia turca Anadolu, Yambkoudougou ha detto che “l’azione dei militari ha consentito al Burkina Faso di evitare la rovina da parte del presidente Roch Kaboré” e che l’avvento dei militari “dà ragione alle nostre sofferenze e ci permette di congratularci con questi giovani e degni ufficiali di un Paese in via di estinzione”. Yambkoudougou ha concluso definendo l’ Mpsr “il messia” per salvare il Burkina Faso.

Ma, dall’altro lato, si sono levate anche voci più critiche: cinque partiti politici burkinabè, ovvero Apr-Tiligre, Movimento Sens, Paren, Pds e Pur, compresi i partiti del movimento presidenziale e dell’opposizione, hanno condannato il colpo di stato. “Chiediamo ai nostri attivisti, simpatizzanti, democratici e a tutti i patrioti del nostro Paese di rimanere mobilitati per la conservazione e la sostenibilità delle nostre conquiste democratiche e degli ideali della rivolta popolare del 30 e 31 ottobre 2014” hanno scritto in una dichiarazione congiunta, dicendosi “impegnati e determinati a fare tutto il possibile per evitare un regime arbitrario nel nostro Paese”, chiedendo infine “il rapido ripristino dell’ordine costituzionale”.

Altri partiti, come il Fronte patriottico per il rinnovamento (Rpf, ex opposizione) e il Partito per lo sviluppo e il cambiamento (Pdc), si sono detti vicini ai militari, definendo l’azione dei golpisti come “obbligata”.
C’è infine una terza posizione, espressa online dal sindacalista Bassolma Bazié, ex segretario generale della Confederazione Generale del Lavoro del Burkina Faso: Bazié ha invitato i militari a trattare con umanità le personalità arrestate e a lavorare velocemente per riaprire le frontiere, ha sottolineato la critica situazione del Paese sotto Kaborè dicendo che il golpe è una “conseguenza” del malgoverno, ma ha anche ricordato che “l’unica sicurezza per qualsiasi potere è la sua legittimità popolare”.

(foto di apertura: twitter)

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