14/02/14 – Libia – Premier Zeidan: ”Nessun golpe”

di AFRICA

 

Il primo ministro libico smentisce le voci su un colpo di Stato, annnunciato in mattinata da al- Arabiya: ”A Tripoli situazione sotto controllo, tutto procede regolarmente”. Il 20 febbraio le elezioni per l’Assemblea costituente –  La situazione a Tripoli è “sotto controllo”. Il primo ministro libico, Ali Zeidan, smentisce così le voci su un golpe militare, annunciato in mattinata da al-Arabiya.

La tv satellitare aveva mandato in onda un video in cui l’ex comandante delle forze di terra Khalifa Belqasim Haftar, già figura di spicco nella rivolta del 2011 contro il defunto leader Muammar Gheddafi, aveva annunciato di aver preso il controllo delle principali vie di comunicazione della capitale, sospeso governo e parlamento e presentato una road map in cinque punti per ”salvare” il paese.

Per Zeidan, il governo “continua a lavorare come al solito e la situazione è sotto controllo”. “Tutto procede regolarmente”, ha aggiunto il premier parlando in tv, precisando che il suo governo “non permetterà a nessuno di dirottare la rivoluzione” del 2011 contro Muammar Gheddafi.

Riferendosi direttamente a Khalifa Haftar Zeidan ha affermato che l’ufficiale “può continuare a dire ciò che vuole o a sognare”, aggiungendo di aver dato disposizioni di prendere misure contro di lui.

Il controllo di Tripoli da parte di elementi dell’esercito avviene a sei giorni dalle elezioni per l’Assemblea che dovrà elaborare la nuova Costituzione. Dal suo insediamento, l’Assemblea avrà 120 giorni di tempo per mettere a punto la nuova carta, che rappresenta un passaggio chiave nel processo di transizione alla democrazia in Libia, da sottoporre a referendum popolare. Se approvata, le elezioni per il nuovo Parlamento dovrebbero tenersi entro l’anno.

L’annuncio del voto era stato dato lo scorso 30 gennaio dal presidente del Congresso nazionale generale, il Parlamento libico, Nuri Ali Abu Sahmain. Secondo quanto deciso, l’Assemblea sara’ formata da 20 ‘saggi’ della Tripolitania, altrettanti della Cirenaica e altrettanti ancora del Fezzan. Abu Sahmain aveva chiesto a tutti i libici di ”condividere le responsabilita’ per raggiungere la riconciliazione nazionale mettendo da parte le differenze al fine di portare la sicurezza nel Paese per un futuro prospero”. – Adnkronos/

 

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