Yaguine e Fodé, di Marco Sonseri

di Matteo Merletto
Yaguine e Fode

Abbiamo tutti in mente la pagella scolastica del quattordicenne maliano, naufrago nel Mediterraneo, che Cristina Cattaneo, medico e antropologo, gli ha trovato cucita nella tasca. Poco meno di vent’anni prima, all’aeroporto di Bruxelles era stato trovato, tra le poche cose di due coetanei guineani, un altro documento: una letterina a «Loro eccellenze, i signori membri e responsabili dell’Europa». L’avevano scritta Yaguine Koïta e Fodé Tounkara prima di essere ritrovati, assiderati, nel carrello del Boeing 747 in cui avevano tentato il grande balzo.

Un episodio che, con quella missiva così ingenua e rispettosa, è rimasto scolpito nella memoria di tanti. Ma non dei più giovani, per ovvi motivi. Adesso un libro – indicativamente per i 9-12enni, in realtà buono per tutte le età – ricostruisce gli antefatti di quel viaggio. Lo fa in forma di fiction, introducendo altri personaggi come Hazika, la maestra di Yaguine, e alcuni passeggeri di quel tragico volo Sabena – una finzione verosimile e che aiuta il lettore a sentire i due ragazzi ancor più vicini.

I delicati acquerelli sono di Rosario Riginella; la prefazione, di Alex Zanotelli: «Le prossime generazioni di­ranno di noi quello che noi diciamo del genocidio de­gli ebrei da parte dei nazisti».

Buk Buk, 2018, pp. 144, € 12,90

(Pier Maria Mazzola)

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