Vertice dei Paesi dei Grandi Laghi: la sicurezza al primo posto

di Valentina Milani
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Si è tenuto ieri, mercoledì 7 ottobre, il vertice virtuale dei Paesi della regione dei Grandi laghi, inizialmente previsto per lo scorso 17 settembre a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), ma in seguito rinviato ufficialmente a causa della pandemia di covid-19.

Il summit ha visto riunirsi i capi di Stato di Repubblica Democratica del Congo, Rwanda, Angola e Uganda che si sono concentrati su pace, sicurezza, relazioni diplomatiche e politiche. Il vertice è stato voluto dal presidente congolese Felix Tshisekedi che, da quando è entrato in carica, nel gennaio 2019, ha espresso la volontà di ripristinare le relazioni tra Kinshasa e i vicini nel tentativo di pacificare la regione e porre fine a decenni di conflitto, in particolare nella regione orientale del Paese, ricca di minerali, devastata da anni di violenza.

I quattro leader hanno affermato di voler sradicare i gruppi armati che operano nella regione dei Grandi Laghi e, soprattutto, nella RDC. Félix Tshisekedi, Joel Loureno, Paul Kagame e Yoweri Museveni hanno quindi manifestato la volontà di «rafforzare i meccanismi sub-regionali esistenti al fine di tagliare i motori delle fonti di finanziamento negative. Prioritario è quindi combattere congiuntamente contro le reti mafiose regionali e internazionali che contribuiscono allo sfruttamento e al commercio illecito di risorse naturali nella sotto-regione dei Grandi Laghi».

A determinare il rinvio del precedente vertice sarebbero state anche le tensioni diplomatiche fra alcuni Paesi membri, in particolare fra Ruanda ed Uganda e tra Ruanda e Burundi con le accuse reciproche di sostegno ai gruppi ribelli transfrontalieri.

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