Un missionario lascia la tonaca per amore in Africa. Il romanzo che assomiglia alla vita

di Marco Trovato
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

La storia di uomo è sempre affascinate. Qualunque esso sia. Dal più santo al più farabutto. La storia di Faustino è quella di un uomo semplice, normale, che vede, già in giovane età – ancora bambino -, la sua via, il suo dedicarsi a Dio. Non ne comprende ancora la portata, cosa potrà capitargli nel seguire quella vocazione che lo ha folgorato sulla via che porta alla Madonna del Ghisallo durante una gita con l’oratorio della parrocchia dove vive, a Como. In quei luoghi ha maturato il suo desiderio, come lui stesso dice, di essere un soldato di dio. Ma non tralascia la passione per l’Inter, che condivide con il padre. Così come lascia che Felice, il sagrestano, gli trasmetta la passione per la botanica. Felice gli regala un libro su fiori e piante che Faustino porterà sempre con sé. Sì, ha deciso, diventerà prete, un comboniano, ma non svolgerà il suo ministero nella vita di tutti i giorni in una Como normale. I suoi occhi guardano lontano, guardano l’Africa. Un’Africa che gli sarà amica, ma che cambierà ogni cosa, sgretolerà le sue certezze, quelle convinzioni maturate nella preghiera. Nulla può, Faustino, di fronte a Nives.

Faustino è il protagonista del romanzo “odiodio” di Andrea Salonia (La nave di Teseo, pagine 432, euro 20). Un titolo un po’ criptico, che non si capisce di primo acchito, se ne comprende tutta la portata solo a pagina 377. La sua portata dirompente: amore e odio che si intrecciano e non si lasciano mai, che definiscono la vita di Faustino. Ricca di certezze e di dubbi, sono forse più i dubbi. Dal momento della “folgorazione” la vita di Faustino è un continuo dialogo con Dio, ma anche una continua messa in discussione. Certezze che dissipano i dubbi. Dubbi che scavalcano certezze.

Ma è l’Africa, la partenza per il Togo, che cambierà la direzione della vita di Faustino.  E così racconta: “Africa: è diversa da come la pensavi; è primigenia, è carnale, è sangue, è fuoco. […] Lasciati travolgere. Lasciati attraversare da quell’aria e da quella sabbia foriera di meraviglie. Lasciati prosciugare del tuo vecchio sangue e lasciatene infondere di nuovo”.  E il sangue cambia. Qui in Africa scoprirà l’amore, grazie a Nives. Da lei non si staccherà più. Nives diventa coraggio e forza. Il fiore che, forse, ha sempre aspettato di cogliere e che finalmente può gustare. In Africa torna a essere semplicemente Faustino Martinelli, padre Faustino rimane alle spalle.

La vita di quest’uomo non ha nulla di epico, nessun atto di eroismo, se non quello di abbandonarsi all’amore e di gioirne ogni giorno, ma non è nemmeno un romanzo. La vicenda di Faustino, missionario che lascia la tonaca per una donna, è vera, si intuisce. Ed è ciò che rende ancora più appassionate questa storia.

(Angelo Ferrari)

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