Uganda | Stretta sui media online

di Enrico Casale
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Tempi duri per blogger, editori Internet ed emittenti televisive ugandesi. Secondo una recente direttiva, gli operatori delle telecomunicazioni hanno tempo fino al 5 ottobre per chiedere il permesso di operare alla Commissione per le comunicazioni (Ucc), l’organismo che in futuro effettuerà il controllo statale sulla diffusione delle informazioni.

«Chiunque offra o stia pianificando di fornitura di servizi di trasmissione e trasmissione di dati online, inclusi ma blog, televisioni online, radio, giornali online, audio digitale, video on demand, internet web radio e internet web televisione, deve ottenere l’autorizzazione – si legge nel comunicato diffuso lunedì dall’autorità di regolamentazione -. L’autorizzazione deve essere concessa anche a chi gestisce pagine dei social media che vengono utilizzate per la trasmissione di suoni, video o dati destinati al pubblico (trasmissione)».

Le reazioni a questo provvedimento sono state durissime. Gli ugandesi hanno criticato la nuova direttiva che arrivo in un momento in cui il Paese sta affrontando la campagna elettorale che porterà al voto nel febbraio del prossimo anno. Una campagna elettorale che, a causa della pandemia di Covid-19, è stata finora condotta prevalentemente online (anche secondo le indicazioni della commissione elettorale). Il controllo statale rischia di diventare una sorta di censura preventiva ai media, soprattutto quelli dell’opposizione.

Ivan Bwowe, avvocato e attivista per i diritti umani, ha avvertito che la direttiva pare violare il diritto costituzionale alla libertà di espressione e di comunicazione.

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