Uganda, l’endorsement del Nobel Soyinka a Bobi Wine

di Stefania Ragusa

Lo scrittore, drammaturgo e poeta nigeriano Wole Soyinka, premio Nobel per la letteratura, è intervenuto sulle elezioni ugandesi del 14 gennaio, dichiarando il suo appoggio per Robert Kyagulanyi, alias Bobi Wine, ex cantante leader dell’opposizione. «Bobi Wine, per me in questo momento, rappresenta il volto della democrazia per l’Uganda», ha dichiarato alla testata Quartz. Soyinka ha incontrato Bobi Wine in Nigeria a novembre 2019. «Anche prima di incontrarlo, mi ero interessato al suo movimento, alla sua candidatura e alla sua passione. E ne condivido ogni parte».
La brutalità con cui l’amministrazione ha affrontato Bobi Wine e i suoi sostenitori dimostra, per il premio Nobel, che il suo programma e la sua azione politica costituiscono una reale minaccia per il “dinosauro” Yoweri Museveni, che è al potere da 34 anni. A novembre, più di 50 persone sono state uccise dopo che i sostenitori dell’opposizione hanno protestato per l’arresto di Bobi Wine e di un altro leader dell’opposizione.

Da tempo Soyinka ha un rapporto speciale con l’Uganda: negli anni ’70 aveva partecipato attivamente alle proteste contro Idi Amin e il suo regime dispotico. E anche l’attuale presidente ugandese, come è noto, aveva avuto un ruolo importante in quella lotta. «Ho incontrato Museveni durante la lotta contro Sani Abacha (ex dittatore militare nigeriano)», ha ricordato Soyinka nell’intervista a Quartz. «All’epoca in cui ci siamo incontrati era ancora possibile considerarlo un leader democratico. Oggi si è unito alla banda, i nemici della società». Tra Bobi Wine e lo scrittore c’è anche legame biografico: a farli incontrare è stato Fela Kuti, la leggenda dell’afrobeat nigeriano che era cugino di primo grado di Soyinka e che è stato a sua volta molto attivo nella denuncia degli abusi del potere e delle violazione dei diritti umani.

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