Tunisia | Tutto (quasi) pronto per l’educazione sessuale a scuola

di Pier Maria Mazzola
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«Tutto è pronto: i sussidi sono stati redatti, gli strumenti pedagogici stampati, gli obiettivi definiti. Adesso però bisogna trovare dei buoni formatori». Così si è espressa, riporta France 24, Ines Derbel, vicepresidente della Società tunisina di sessuologia clinica, a proposito dell’introduzione dell’educazione “alla salute sessuale” nelle scuole. Si tratta di una novità assoluta nel mondo arabo. Era allo studio da anni, ma il fattore che ha accelerato i tempi è stata la notizia, nel marzo 2019, di un maestro pedofilo di Sfax accusato di aver abusato di più di venti suoi alunni.

L’inedito programma di educazione sessuale (cui è stata aggiunta la “salute” per sensibilità verso una larga parte della popolazione) doveva partire in questo mese di gennaio. In realtà «per il momento tutto è fermo», ammette Derbel, che da cinque anni è la consulente di riferimento per il programma. «Non sappiamo se l’attuale ministro dell’Istruzione rimarrà, ed è lui che sostiene il progetto di educazione sessuale fin dai primi passi». Ricordiamo che la Tunisia si trova in questo momento in una situazione di transizione: il primo ministro incaricato, Elyes Fakhfakh, dopo che quello precedentemente designato il 15 novembre, Habib Jemil, è stato bocciato dal Parlamento, sta cercando di mettere insieme il nuovo governo, per il quale ha tempo fino al 20 febbraio.

La morte dell’anziano presidente della repubblica, Beji Caid Essebsi, nel luglio scorso, aveva portato alle elezioni, dalle quali è uscito vincitore a ottobre, con una confortevole maggioranza, Kaïs Saïed. I ritardi nell’effettiva introduzione del programma di educazione sessuale a scuola sono quindi oggettivi.

Non va però trascurata, e Ines Derbel ne è pienamente cosciente, la resistenza a un simile progetto da parte di molti ambienti della società e della politica. Anche per questo, non è prevista “l’ora di educazione sessuale” come materia a sé stante, ma il suo inserimento all’interno dei corsi di arabo, di educazione fisica e di scienze. In ogni caso, modulato a seconda delle età degli alunni, il nuovo insegnamento è previsto per i bambini dai 5 anni fino ai quindicenni.

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