Tunisia | No al governo Jemli

di Enrico Casale
habib jemli

Il Parlamento tunisino ha detto «no» al governo del premier designato Habib Jemli. Sabato, dopo una lunga giornata di dibattiti, 72 membri dell’assemblea hanno votato a favore, 134 contro e 3 si sono astenuti.

Jemli è stato incaricato dal presidente della Repubblica il 15 novembre dopo essere stato designato come candidato ideale dal partito di maggioranza relativa Ennhadha.

Il compito di Jemli non è stato facile. Dopo aver chiesto la proroga di un mese di tempo, il 13 dicembre scorso, ed essere giunto a delineare una coalizione possibile, il premier incaricato ha dovuto incassare la defezione dei maggiori partiti: Attayar, Echaab e Tahya Tounes e il no di Qalb Tounes. Per riuscire a ottenere il voto positivo in assemblea, Jemli ha optare per un governo di «personalità indipendenti», e a un esecutivo «nazionale, integro e trasparente». Nell’esecutivo proposto al Parlamento, le donne erano rappresentate al 40%, con il ministro più giovane di 31 anni e il più anziano di 69. Ma ciò non è bastato.

Ora il presidente della Repubblica, Kais Saied, dovrà ora nominare un nuovo premier nel tentativo di uscire dallo stallo politico che dura ormai da tre mesi.

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