Sudan, la polizia spara contro i dimostranti

di Enrico Casale
dimostrazioni in sudan

Forze di sicurezza sudanesi hanno tentato di disperdere un sit-in in corso da sabato davanti al quartier generale dell’Esercito a Khartoum. Lo ha riferito all’Associated Press l’Associazione dei professionisti sudanesi. Sarebbero stati uccise sette persone portando così a 38 il bilancio totale delle vittime.

Gli scontri nella capitale del Sudan sono scoppiati ieri mattina presto e video in circolazione su internet hanno documentato l’uso di lacrimogeni e spari, a quanto risulta usando non solo proiettili di gomma ma anche vere pallottole.

Le proteste in Sudan sono iniziate nel dicembre scorso. Inizialmente, i manifestanti dimostravano contro la crisi economica che ha portato all’aumento dei generi alimentari e del carburante. Successivamente il tiro si è alzato e nelle manifestazioni si è iniziato a chiedere le dimissioni del presidente Omar al Bashir. Al potere da 30 anni (giugno 1989), il presidente è divenuto uno degli autocrati in carica politicamente più longevi al mondo. Nonostante abbia lasciato la guida del partito di governo, è rimasto ancora in carica come capo di Stato.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha esortato tutte le parti «alla massima calma e a evitare la violenza”.

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