Sudafrica – Vietata la bandiera dell’apartheid, “incita all’odio”

di Marco Simoncelli
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L’uso della bandiera sudafricana dell’era dell’apartheid “incita all’odio e alla discriminazione razziale”. Lo ha stabilito ieri un l’Alta Corte del Sudafrica che ha quindi deciso di limitarne l’esposizione in pubblico a seguito della denuncia presentata dalla Nelson Mandela Foundation, come ricorda la Reuters.

“Razzista e discriminatorio”: è con queste parole che il giudice Phineas Mojapelo dell’Alta corte di Johannesburg ha definito il simbolo rappresentato dalla bandiera dell’apartheid. Coloro che sventolano questa bandiera in pubblico “vogliono ricordare ai neri l’oppressione, l’umiliazione, la disumanizzazione da cui si sono liberati e che non vogliono rivivere”, ha detto il giudice.

Mojapelo ha poi precisato che la sentenza non rappresenta un divieto assoluto, lasciando aperta la possibilità di esporla “per scopi artistici, accademici, giornalistici o di interesse pubblico”. Ha poi spiegato che coloro che espongono pubblicamente la bandiera non saranno arrestati, ma saranno sanzionati con multe salate o servizi sociali.

La Nelson Mandela Foundation ha chiesto alla corte di vietare “l’utilizzo gratuito” dopo che la bandiera era stata sventolata durante le proteste contro gli omicidi di agricoltori bianchi nell’ottobre 2017. Due gruppi di lobby afrikaans, l’AfriForum e la Federation for Afrikaans Cultural Societies, avevano invece sostenuto che vietare la bandiera avrebbe invaso la libertà di espressione.

La bandiera arancio-bianca e blu del precedente regime della minoranza bianca sudafricana, che originariamente simboleggiava l’unione degli afrikaner e delle comunità bianche di lingua inglese, le quali poi hanno applicato il sistema di discriminazione razziale dell’apartheid applicato, iniziò ad essere utilizzata nel 1928 e fu sostituita da quella attuale Nelson Mandela divenne il primo presidente eletto democraticamente nel 1994. Tuttavia, alcuni conservatori e gruppi di destra hanno continuato a esporre la bandiera dell’apartheid durante raduni politici o anche fra le tifoserie in alcuni avvenimenti sportivi.

Ma dalla fine dell’apartheid, la disuguaglianza è aumentata in Sudafrica, dove persistono tensioni razziali. Nonostante l’emergere di una classe media, il 20% delle famiglie nere vive in estrema povertà rispetto al 2,9% delle famiglie bianche secondo il South African Institute of Race Relations (IRR).

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