Sudafrica, tornano i Mondiali di cercatori d’oro

di Celine Camoin
cercatrici d'oro
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Torneranno in Sudafrica nel 2023 i Campionati mondiali di cercatori d’oro. La disciplina, accomunata ad uno sport, è tradizione nella nazione arcobaleno, così come lo è in Finlandia e in Australia.

La località scelta per ospitare l’evento, Pilgrim’s Rest, è emblematica poiché fu teatro della più importante corsa all’oro del Paese, nel lontano 1873. Di questo retaggio storico la cittadina nord-occidentale ha fatto tesoro, trasformandosi in una città museo sospesa nel passato.  Difficoltà economiche  aggravate dalle restrizioni da coronavirus l’hanno resa un luogo disabitato, che, si spera, i mondiali del 2023 risolleveranno.

L’appuntamento con Pilgrim’s Rest è stato annunciato pochi giorni fa da Novy Knin, la località della Repubblica Ceca dove si è tenuta l’ultima edizione dei mondiali di cercatori d’oro. Un’edizione alla quale non hanno potuto partecipare molti appassionati, tra cui i sudafricani, a causa delle restrizioni imposte dal coronavirus. Quest’anno la squadra nazionale dell’Austria è salita sul primo gradino del podio, mentre l’Italia è finita in settima posizione.

Muniti di piatti, o batee, i concorrenti si affrontano in vasche allestite da campo gara. In ogni vasca si trovano acqua, sabbia sterile e pagliuzze d’oro. Vince chi le trova in minor tempo. Si gioca in diverse categorie: uomini, donne, junior, veterani, coppie, terne e gruppi da cinque.

Fu proprio in Sudafrica, a Pilgrim’s Rest, che la nazionale italiana vinse i mondiali nell’ottobre del 2012. La squadra, biellese, trovò le 18 pagliuzze nel tempo di 7 minuti e 47 secondi. L’anno successivo i mondiali si tennero in Piemonte, vicino al torrente Elvo.

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