Sud Sudan – Le truppe di Machar conquistano Malakal

di Enrico Casale
Soldati a Malakal

“Grazie a Dio durante i pesanti scontri in città non c’erano praticamente civili!”: lo dicono fonti della MISNA raggiunte nell’area di Malakal, capitale dello Stato petrolifero di Upper Nile passata nuovamente di mano a seguito di un’offensiva delle forze ostili al presidente Salva Kiir.
“La città è ormai solo un cumulo di rovine ed edifici abbandonati – riferiscono alla MISNA – ma come capoluogo della regione continua ad avere un interesse strategico”. Le fonti si trovano in un campo dell’Onu alla periferia di Malakal insieme con circa 32.000 sfollati, un numero mai raggiunto prima d’ora.
Nell’offensiva i ribelli dell’ex vice-capo di Stato Riek Machar sono stati sostenuti da una milizia di etnia Shilluk guidata da Johnson Olony, un comandante fino al mese scorso alleato delle forze governative. La maggior parte della popolazione di Malakal, compreso il personale delle due parrocchie, aveva abbandonato nuovamente la città alla fine di aprile.
La ripresa dei combattimenti ha seguito una rottura tra Olony e le forze governative. Secondo il quotidiano Sudan Tribune, ieri la milizia Shilluk ha annunciato di costituirsi come “forza indipendente dell’Upper Nile” disposta a combattere “per un Sud Sudan libero dall’odio tribale e la pulizia etnica” associati al governo di Kiir. Stando a Olony, l’esecutivo di Juba avrebbe favorito un’egemonia della comunità maggioritaria Dinka ai danni degli Shilluk.
L’Upper Nile è l’unico Stato del Sud Sudan dove si continua a estrarre petrolio, risorsa principale dell’economia di un paese divenuto indipendente nel 2011 dopo una guerra civile pluridecennale.
(19/05/2015 Fonte: Misna)

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