Somalia, ucciso il sindaco di Mogadiscio

di Enrico Casale
Abdirahman Omar Osman
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Abdirahman Omar Osman, sindaco di Mogadiscio, la capitale della Somalia, è morto dopo essere stato ferito in un attacco suicida che ha fatto almeno altre sei vittime la scorsa settimana. L’attentatore si è fatto esplodere proprio nell’ufficio del primo cittadino nel corso di una riunione di sicurezza. Osman è deceduto a Doha, in Qatar, dove era stato condotto con un volo di emergenza.

Ancora una volta, a rivendicare l’attentato è il gruppo militante islamista al-Shabab che, in una dichiarazione pubblica, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Anche se hanno ammesso che l’obiettivo (fallito) dell’attacco era il nuovo inviato speciale delle Nazioni Unite in Somalia, James Swan, cittadino americano. Quando l’attentatore si è fatto esplodere, Swan aveva già lasciato l’edificio. Non è chiaro come l’attentatore suicida sia riuscito a entrare nell’edificio. Il municipio di Mogadiscio è infatti pesantemente sorvegliato.

Da anni ormai al-Shabab cerca di rovesciare il governo centrale della Somalia. Sta effettuando attacchi regolari a Mogadiscio, nonostante la forte presenza di peacekeeper dell’Unione Africana e truppe somale addestrate dagli Usa.
Il gruppo jihadista è affiliato ad al-Qaeda e mantiene una presenza potente nelle zone rurali della Somalia.

Ma chi era Osman? Fuggito dalla Somalia nei primi anni Novanta, aveva conseguito un master e aveva ottenuto la cittadinanza britannica. A londra lavorava come consulente del lavoro. Tornato in Somalia nel tentativo di aiutare a ricostruire la sua patria devastata dalla guerra, è stato nominato ministro dell’Informazione, prima di diventare sindaco di Mogadiscio nel 2018.

In un tweet, la missione americana in Somalia ha definito Osman «un partner eccellente e instancabile sostenitore del popolo di Mogadiscio e di tutti i somali».

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