Somalia | Alpi e Hrovatin, 26 anni di misteri

di Enrico Casale
alpi e hrovatin
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Il 20 marzo 1994 venivano uccisi in Somalia la giornalista Ilaria Alpi e il cineoperatore Miran Hrovatin. Le circostanze del loro omicidio non sono mai state del tutto chiarite.

Alpi e Hrovatin erano lì per seguire per conto del TG3 il ritiro delle truppe statunitensi dal Paese, dove era in corso da tre anni una sanguinosa guerra civile. Ma i due stavano parallelamente indagando su un presunto traffico internazionale di armi e di rifiuti tossici, che con la copertura della missione umanitaria avrebbe coinvolto anche società italiane: a oggi sappiamo molto poco di quello che scoprirono, e ancora meno delle circostanze e dei mandanti del loro omicidio.

Alpi aveva meno di 33 anni quando fu uccisa. Aveva studiato arabo all’università, ed era arrivata a lavorare in Rai dopo essere stata inviata al Cairo per i quotidiani Paese Sera e l’Unità. Da due anni seguiva le vicende somale, dove nel 1992 era cominciata l’operazione Restore Hope, con la quale le forze dell’Onu guidate dagli Stati Uniti portarono aiuti umanitari alla popolazione locale, senza però risolvere il grave conflitto civile che infatti proseguì negli anni successivi e che in realtà è ancora in corso. Hrovatin aveva invece 44 anni, e prima di arrivare alla Rai aveva lavorato per la rete triestina Videoest.

Per ricordare l’anniversario, Rai 3 manda in onda questa sera alle ore 23,15 una puntata speciale di «Chi l’ha visto?». Il titolo è «Il silenzio della giustizia»: la puntata conterrà 45 minuti di interviste e documenti. Peraltro, nei prossimi giorni sono attese conferme su eventuali novità sulle indagini, con la possibilità che la Procura di Roma scelga l’archiviazione del caso.

 

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