Ruanda – Trump sospende dazio zero su abiti ruandesi importati

di Marco Simoncelli

Il presidente statunitense Donald Trump ha sospeso il diritto del Ruanda di esportare vestiti senza dazi negli Usa in risposta alla decisione del governo di Kigali di un aumento delle tariffe per le importazioni di abiti e scarpe usati. Lo ha annunciato ieri il Rappresentante dell’ufficio per il commercio statunitense.

La decisione, inizialmente annunciata lo scorso marzo, è stata vista da molti sia a Washington che in Africa come un presagio di come Trump voglia applicare la politica “dell’America first” anche nel continente africano.

Nonostante la sospensione il Ruanda manterrà gli altri benefici di franchigia doganale previsti dall’African Growth and Opportunity Act (AGOA). Il fiore all’occhiello degli accordi commerciali con il continente africano.

“Si dispiace per questa decisione e speriamo sia temporanea” ha detto C.J. Mahoney, aggiungendo che la decisione avrà effetto su un circa un milione e mezzo di dollari di esportazioni ruandesi.

A pagarne le spese potrebbero essere le aziende tessili ruandesi anche se fino ad ora solo i consumatori hanno notato un aumento dei prezzi sugli abiti usati che preferivano a quelli “made in Ruanda”, perché più convenienti. Proprio per nutrire la loro industria nazionale nel 2016, Kenya, Tanzania, Ruanda e Uganda hanno deciso di aumentare i dazi sulle vesti usate.

Ma nel 2017 la Secondary Materials and Recycled Textiles Association (SMART) ha presentato una petizione negli Usa denunciando una violazione dell’AGOA. A seguito di ciò Kenya, Tanzania e Uganda hanno ridimensionato i dazi.

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