Marocco, preoccupazione per il gatto delle sabbie

di Valentina Milani

Alla luce di un nuovo studio, ricercatori hanno chiesto che il gatto delle sabbie – nome comune del Felis margarita – venga riclassificato come una specie “quasi minacciata”.

Pubblicata sul Journal of Arid Environments, la ricerca è stata sviluppata dal dottor Alexander Sliwa dello zoo di Colonia, da Saad Azizi e Mahmoud Zine Eddine dello zoo di Rabat (Marocco) e da Grégory Breton dell’organizzazione Panthera France. Lo studio fornisce la più ampia raccolta di dati mai registrati sull’habitat di questi felini.

Lo studio ricorda che Felis margarita è una piccola specie di felino che rimane “meglio adattata agli habitat desertici”. La sua presenza è documentata in 24 Paesi, dal Nord Africa all’Asia centrale e sud-occidentale fino al Medio Oriente, ma in quattro di essi non è più segnalata dal 2000.

Gli esperti spiegano che i dati sui gatti delle sabbie africani Felis margarita sono stati raccolti nel Sahara marocchino, tra Dakhla e Aousserd, tra dicembre 2015 e dicembre 2019. Durante questi quattro anni sono stati osservati in totale 47 gatti delle sabbie, 41 sono stati catturati e 22 sono stati montati con collari radio Vhf e tracciati in diversi periodi.

Emerge che quando la vegetazione e le popolazioni di roditori crollano a causa delle condizioni meteorologiche e/o quando vengono disturbate dalle attività umane, dal bestiame o da altri carnivori, i gatti delle sabbie possono avventurarsi molto lontano e aumentare il loro raggio d’azione. “Alcuni dei nostri risultati ci portano persino a pensare che questa specie potrebbe essere semi-nomade, cosa che non è mai stata segnalata per nessun gatto selvatico”, precisano gli esperti.

Attualmente i gatti delle sabbie sono elencati come Least Concern dall’Unione internazionale per la conservazione della natura. “Tuttavia, ciò presuppone che siano ugualmente presenti nell’habitat desertico e mantengano aree domestiche più piccole di quelle rivelate” dalla ricerca, sottolineano gli studiosi.

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