Luca ed Edith forse rapiti? I casi di sequestro in corso nel continente

di Marco Simoncelli

L’Ambasciata d’Italia ad Abidjan, in Costa d’Avorio, segue con la massima attenzione il caso del connazionale Luca Tacchetto, 30 anni, scomparso in Burkina Faso il 15 dicembre scorso, come hanno riferito a più riprese fonti della Farnesina ai media. Nonostante ciò non ci sono ancora notizie certe sul giovane e sulla sua ragazza di nazionalità canadese Edith Blais.

La coppia era partita dall’Italia ed era diretta Kpalimé, una cittadina meridionale del Togo, per lavorare come volontari per un’Organizzazione non governativa legata all’ambiente gestita da alcuni loro amici. I due avevano già attraversato Marocco e Mali e si stavano dirigendo verso la capitale burkinabé Ouagadougou, ma si sono perse le loro tracce dopo essere arrivati con la loro auto noleggiata all’aeroporto di Bobo-Dioulasso, la seconda più grande città del paese.

Il ragazzo italiano è figlio di Nunzio Tacchetto, ex sindaco di Vigonza. È stato proprio lui a lanciare l’allarme quando non è più riuscito ad entrare in contatto con il figlio. L’ex-primo cittadino ha sottolineato che il figlio non è uno sprovveduto ma abituato a viaggiare, avendo anche studiato e lavorato all’estero.

Fonti della Farnesina assicurano che l’ambasciata d’Italia ad Abidjan è intervenuta per spingere le autorità locali ad attivare le ricerche. Finora non risulta siano stati coinvolti in incidenti o che siano stati arrestati, né sarebbero giunte rivendicazioni da parte di gruppi criminali. Non si può comunque escludere la pista di un rapimento da parte di gruppi estremisti islamici.

Va infatti ricordato che il Burkina Faso d alcuni anni ha raggiunto alti livelli di insicurezza a causa dell’avanzata jihadista che minaccia la regione del Sahel. Il Paese è stato vittima di numerosi attentati terroristici e rapimenti dal 2016. Non a caso il presidente burkinabé, Roch Marc Kaboré, ha decretato lo stato d’emergenza proprio lunedì scorso per diverse province del territorio. “I nostri soldati non riescono ancora a gestire il raggio d’azione dei militanti islamici che sta diventando sempre più grande” aveva affermato poco tempo fa il ministero dell’Interno burkinabé. In seguito agli ultimi attacchi jihadisti del 31 dicembre, infatti, sono morte 46 persone a Yirgou, un villaggio nel centro del Paese. Nel 2018, invece, diversi i militari burkinabé hanno perso la vita soprattutto nelle aree settentrionali del Burkina Faso a causa di scontri diretti con i militanti islamici o esplosioni di ordigni piazzati dai ribelli.

Se sfortunatamente Luca ed Edith fossero stati rapiti, andrebbero ad aggiungersi ai numerosi occidentali attualmente nelle mani di gruppi criminali nel continente africano, tra cui compaiono anche la volontaria Silvia Romano e il missionario Pierluigi Maccalli. Ecco l’elenco:

Silvia Romano volontaria di «Africa Milele» (Africa per sempre, in lingua swahili), rapita in Kenya nel villaggio di Chakama il 20 novembre 2018.

Padre Pier Luigi Maccalli, rapito nel villaggio di Bomoanga in Niger il 17 settembre scorso. Di lui si sa che è vivo e sta bene e a sostenerlo è il vescovo della diocesi di Niamey, monsignor Djalwana Laurent Lompo. Il prelato non ha dato dettagli più particolareggiati per “motivi di sicurezza” e non ha potuto spiegare “su quali elementi fonda questa affermazione”.

– Il cittadino romeno Iulian Ghergut, sequestrato il 4 aprile 2015 in proprio in Burkina Faso per mano di islamisti legati ad Al Qaida. L’uomo è un funzionario alla sicurezza in una miniera di magnesio del nord del paese del Sahel.

Beatrice Stockly, missionaria della Chiesa Metodista Svizzera, è stata rapita 7 gennaio 2016 nel nord-ovest del Mali. La donna viveva da anni in quell’area. Si sa che è viva, ma null’altro.

Arthur Kenneth Elliott, chirurgo australiano, è stato sequestrato sempre in Burkina Faso il 15 gennaio 2016 nella zona di Djibo, città al confine con il Mali e il Niger. Si tratta di un pensionato impegnato in attività umanitarie in una clinica della zona del rapimento. Con lui è stata rapita anche la moglie rilasciata, però, poche settimane dopo.

Sophie Petronin, 73enne francese fondatrice della “Aid Association in Gao” che opera nel campo del benessere infantile, è stata rapita il 24 dicembre 2016 a Gao, nel nord del Mali.

Gloria Cecilia Narvaez Argoti, la religiosa colombiana, francescana, è stata sequestrata l’8 febbraio 2017. Il rapimento è avvenuto in una chiesa nella zona rurale nel nord del Mali, nella località di Karangasso, per mano di jihadisti legati al Gruppo per il sostegno dell’islam e dei musulmani (Gsim), vicini ad Al Qaida.

Altre letture correlate:

X