Kenya – Rapimento Silvia, 25 giorni senza notizie

di Enrico Casale
Silvia Costanza Romano

Ore di attesa che si mescolano alla speranza e alla trepidazione. Il rapimento di Silvia Romano in Kenya è arrivato al 25° giorno. Di lei non si hanno notizie. Gli inquirenti, secondo quanto riporta l’agenzia Agi, ritengono che sia viva e che i rapitori siano criminali comuni. Giovani che in Kenya si vendono per pochi dollari, o per un ciclomotore, nonostante il Paese dal 2014 sia diventato Stato a medio reddito e per l’Africa non è cosa da poco.

In Kenya è in corso una profonda trasformazione sociale, con ricche e potenti élite urbane che colpiscono l’integrità del tessuto delle comunità locali, che vengono, via via, espropriate delle proprie tradizioni e pratiche pastorizie.  Le comunità vengono trasformate in «proletariato rurale» al servizio e al soldo dei potenti locali. Ma, soprattutto, questa comunità sono finite nelle mani di voraci e ricchissimi politici e «tycoons» urbani, spregiudicati, che comprano le loro terre e le loro mandrie come investimento e, spesso, come mezzo di riciclaggio del denaro frutto della corruzione. La siccità, che ha colpito il Paese, diventa così una fantastica opportunità, una comoda narrativa per nascondere le vere crisi.

I rapitori di Silvia sarebbero pastori, armati e, probabilmente, tenuti a margine dalla loro etnia. I tre uomini che l’hanno sottratta alla sua attività di volontariato, rientrano, con molta probabilità in quella categoria di «proletariato rurale» che non ha più un’appartenenza etnica, che vive a margine della comunità e ha nelle armi l’unico modo per poter esercitare un proprio potere e creare una propria comunità dedita a delinquere.

Che questo “proletariato rurale” viva ai margini lo dimostra anche il rapimento della giovane cooperante italiana, il fatto in sé ma, anche, la presa di distanza degli anziani della comunità di pastori semi-nomadi Orma, che hanno diffidato chiunque da aiutare i rapitori. I giovani pastori armati, però, hanno trovato l’appoggio di funzionari corrotti, come dimostra l’arresto di un alto ufficiale del Kenya Wildlife Service (KWS), di stanza proprio nell’area dl Tana River dove si ritiene sia Silvia.

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