Si apre oggi a N’Djamena, capitale del Ciad, il Forum africano sull’acqua, co-organizzato con il Gruppo della Banca mondiale e che si concluderà il 16 luglio: si tratta del primo passo continentale di Water forward, l’iniziativa globale lanciata ad aprile per garantire l’accesso all’acqua a un miliardo di persone entro il 2030.
Oltre ai principali progetti per l’acqua potabile e la prevenzione delle inondazioni che questo evento metterà in evidenza, il Ciad si affida alle risorse idriche anche per trasformare la propria agricoltura. Il Piano di sviluppo nazionale “Chad connection 2030” fissa un obiettivo specifico in questo ambito, ovvero aumentare la superficie irrigata del paese da 46.000 a 100.000 ettari entro il 2030. Questo aspetto della strategia idrica del Ciad ha ricevuto meno attenzione, ma è altrettanto cruciale quanto i principali progetti di sviluppo urbano.
In Ciad, l’agricoltura irrigua rimane marginale a livello nazionale: le aree interessate rappresentano ancora una minima parte dei terreni coltivabili del Ciad, ben lontana dall’obiettivo di 100.000 ettari fissato per il 2030. L’African water forum offrirà una vetrina per trasformare questi progetti mirati in un modello replicabile su larga scala, con finanziamenti commisurati alle ambizioni dichiarate, rimane un’impresa a lungo termine.
Il Piano nazionale di sviluppo (Pnd) individua diversi “agropoli” prioritari per strutturare questo sviluppo agricolo, tra cui il Lago Ciad, Tandjilé, Ennedi-Est e Salamat, ognuno supportato da settori e infrastrutture specifici: intorno al Lago Ciad, la cui superficie è variata considerevolmente nel corso dei decenni a causa di periodi di siccità e successivi cicli di inondazioni più pronunciati, il piano individua nello sviluppo dei “polder” (aree protette da argini, dove il controllo completo delle acque garantisce i raccolti durante la stagione delle piogge e consente l’irrigazione durante la stagione secca) un obiettivo strategico.
Due progetti illustrano questo approccio: il polder di Daguila-Ango, che ha permesso di sviluppare 800 ettari a beneficio di 22 villaggi e 1.600 famiglie, e il polder di WalWal, dove le rese sono triplicate, nell’ambito di un programma più ampio che ha sviluppato 8.000 ettari in sette anni, finanziato dalla cooperazione tedesca (Bmz) e dal ministero britannico dell’Ambiente e dello sviluppo (Fcdo), con il supporto del Programma alimentare mondiale (Wfp).
Questa logica agricola è collegata alla più ampia componente idrica e igienico-sanitaria del Piano di sviluppo nazionale: sono necessari 2,9 miliardi di dollari di finanziamenti, distribuiti su 18 progetti strutturali, per raggiungere l’accesso universale all’acqua potabile e il 60% di accesso ai servizi igienico-sanitari entro il 2030. Il piano mira in particolare a rendere autosufficienti 22 province in materia di acqua e ad aumentare la disponibilità idrica di N’Djamena a 150.000 metri cubi al giorno. Un tema trasversale dedicato alla resilienza climatica completa questo approccio con ulteriori 4,5 miliardi di dollari, tra cui uno studio specifico sulla vulnerabilità del bacino del lago Ciad, condotto con la Banca africana di sviluppo (Afdb).
Nel complesso, si tratta quindi di un unico Piano nazionale di sviluppo (Pns), strutturato attorno a diversi pilastri complementari, che affronta temi quali l’accesso all’acqua potabile nelle città, la prevenzione delle alluvioni e l’irrigazione agricola. Ed è proprio questa architettura progettuale, ancora in gran parte finanziata da partner esterni, che il Ciad intende mettere in evidenza al Forum di domani e dopodomani: l’evento si inserisce in una più ampia sequenza diplomatica per N’Djamena e ne costituisce persino uno dei simboli.
Dalla presentazione del Piano nazionale di sviluppo ad Abu Dhabi, nel novembre 2025, dove sono stati mobilitati accordi per oltre 20 miliardi di dollari, il governo ha moltiplicato le partnership, dalla Banca mondiale all’Agenzia francese per lo sviluppo (Afd), passando per l’Unione europea (Ue) e il Programma alimentare mondiale (Wfp), il cui nuovo rappresentante in Ciad si è insediato alla vigilia del Forum.



