La diaspora etiope manifesta a Bruxelles contro le ingerenze dell’Europa

di claudia

Le associazioni della diaspora etiope in Belgio, in collaborazione con l’ambasciata di Bruxelles, hanno organizzato lunedì una manifestazione per chiedere all’Europa e alle potenze straniere di non interferire più negli affari interni dell’Etiopia. Lo riferisce l’agenzia di stampa Fana. I manifestanti hanno anche chiesto all’Unione Europea di stare dalla parte dell’Etiopia, di condannare l’arruolamento di bambini soldato da parte del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf) e i massacri di civili nella regione di Afar e del Tigray.

La medesima fonte riferisce che i manifestanti hanno inoltre condannato il Tplf per aver rifiutato il cessate il fuoco umanitario unilaterale. La manifestazione di Bruxelles segue l’invito rivolto domenica dal primo ministro etiope Abiy Ahmed ai suoi connazionali a restare uniti di fronte alla “propaganda” Tplf.

Secondo il premier la propaganda del gruppo ribelle sarebbe alimentata anche dalla diplomazia e dai media occidentali. Nella dichiarazione il primo ministro ha sottolineato che diversi Paesi nel mondo hanno sperimentato “cospirazioni” simili che li hanno portati sull’orlo della disintegrazione, portando ad esempio la Jugoslavia, la Siria, la Somalia e la Libia. Al contempo ha citato l’esempio di altri Paesi che, al contrario, hanno scongiurato un tale pericolo, come Germania, Giappone, Corea del Sud e Vietnam. “Attualmente queste nazioni sono tra i modelli chiave per la loro potenza economica, il loro sistema politico moderno, le capacità tecnologiche e i valori sociali civili”, ha affermato Ahmed, sottolineando come questi Paesi abbiano superato le divisioni interne e siano diventano prosperi utilizzando le sfide come trampolino di lancio.

Secondo il premier “per quanto enormi siano le minacce provenienti dal mondo esterno o che emergono dall’interno del Paese, quando c’è una forte unità tra il popolo etiope, le sfide non sono mai state al di là delle loro capacità”. Ahmed ha quindi sottolineato la necessità di “lavorare insieme e in armonia per contrastare la pressione mediatica e diplomatica sull’Etiopia” tornando a puntare il dito contro “le notizie che danneggiano il Paese sui media sociali e mainstream, in patria e all’estero, individualmente e collettivamente”.

Il premier ha quindi invitato gli etiopi a restare uniti: “tutti voi che siete preoccupati per la sopravvivenza dell’Etiopia dovete unirvi per affrontare i fronti astenendosi dall’analisi della cospirazione e dalla paura non necessaria” aggiungendo che “i nemici dell’Etiopia hanno fatto la guerra su due fronti: quello bellico e quello diplomatico”.

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