Kipchoge oltre l’impossibile

di Marco Simoncelli

Le immagini della storica impresa sportiva del maratoneta 34enne keniano Eliud Kipchoge. È il primo uomo ad abbattere il muro delle due ore in maratona (1h59’40”) sui 42,195 km, «la barriera impossibile». L’atleta africano ha battuto il record al Prater di Vienna.

“Ho superato i limiti umani”. Questa volta è vero, le parole di Kipchoge, soprannominato il re della maratona, oro olimpico a Rio e primatista mondiale, non sono un’iperbole ma la pura verità.

Come sottolinea l’Ansa, questo record non potrà essere ufficialmente omologato per via delle condizioni particolari in cui si è corso. Rimane il fatto che Kipchoge ha stabilito un tempo che proietta l’atletica nel futuro, un po’ come successe nel 1968 quando a Citta’ del Messico Bob Beamon salto’ 8,90 nel lungo, qualcosa che all’epoca sembrava non alla portata degli esseri umani.

Il tentativo al Prater di Vienna, sul circuito di 9.6 chilometri lungo l’Hauptallee della capitale austriaca, Kipchoge e il suo staff lo hanno pensato nei minimi particolari, dopo che due anni fa a Monza avevano fallito di poco l’impresa: la capitale austriaca era stata valutata come il luogo ideale per questo secondo tentativo, anche l’ora della partenza, le 8.15 di mattina era stata scelta dopo attento studio.

Così, con un raggio laser verde proiettato sulla strada per dettare il ritmo e trascinato dalle ‘lepri’ che non hanno corso tutta la gara ma solo alcuni tratti dando il massimo delle energie per trascinarlo, Kipchoge ha compiuto l’impresa andando sotto le due ore, correndo ad una velocita’ media di quasi 21 km/h.

Kipchoge alla fine ha speigato euforico: “ognuno di noi se si prepara nella sua vita può raggiunge risultati impossibili”. Poi l’olimpionico keniano, niente affatto stravolto dalla fatica, aggiunge di voler “ispirare tante persone, nell’idea di spingersi oltre i limiti umani. Io ci ho provato tante volte e questa volta ci sono riuscito”.

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