Italia – Quale emergenza migranti?

di Enrico Casale
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L’arrivo quotidiano di stranieri è diminuito di oltre 7 volte rispetto al 2016. Un calo accompagnato, paradossalmente, alla crescita delle ostilità degli italiani al fenomeno migratorio e a una percezione distorta dell’incidenza reale di stranieri sul totale della popolazione residente. Tra luglio 2016 e luglio 2017, secondo i dati dell’Ispi, sbarcavano in Italia una media di 539 migranti al giorno. Tra luglio 2017 e maggio 2018, sotto gli effetti delle politiche dell’ex ministro degli Interni Marco Minniti, la quota era scesa a 120.

Da giugno in poi si è arrivati a una media di 71 sbarchi al giorno, seguendo un ritmo ingranato ben prima dell’insediamento del governo gialloverde e delle sue azioni politiche più eclatanti, come il blocco delle navi o le minacce a Bruxelles sul taglio ai contributi italiani al bilancio comunitario.

L’Organizzazione internazionale delle migrazioni, un’agenzia collegata alle Nazioni unite, rileva inoltre che gli ingressi si sono quasi dimezzati nei primi otto mesi dell’anno in corso: 67.122 arrivi in Europa al 26 agosto 2018, contro i 123.205 registrati nello stesso periodo del 2017 e i 272.612 del 2016. L’Italia ha registrato il punto più basso di ingressi negli ultimi cinque anni (19.761), appena sopra gli standard della Grecia (18.529) e al di sotto della Spagna (27.994), dove gli sbarchi procedono con ritmi di crescita pari a quattro volte quelli dell’Italia.

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