Inferno di fuoco a Freetown

di Marco Trovato
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Questa notte lo slum di Susan Bay, uno dei più grandi della capitale della Sierra Leone Freetown, è stato devastato da un incendio disastroso che potrebbe averlo raso completamente al suolo. Non si conosce al momento il bilancio delle vittime, ma si teme che tra le fiamme abbiamo potuto trovare la morte molti abitanti.

Situato in una piccola baia stretta fra il mare e i vicoli frenetici del mercato a poche centinaia di metri dal cotton tree lo slum ospitava oltre diecimila persone principalmente impiegate nel commercio informale e nella pesca.

Ogni anno i residenti strappavano al mare terreni utili per costruire nuove case attraverso la costruzione di gabbie in legno riempite di rifiuti pressati. Grazie alla sua posizione Susan bay era l’approdo ideale per centinaia di canoe che ogni giorno scaricavano merci provenienti dall’entroterra come carbone o ortaggi destinate ai mercati del centro. Un’attività informale che aveva importanti ricadute sulla città riducendo i trasporti via gomma per le strade urbane perennemente congestionate.

Le immagini da terra e da mare raccontano l’entità del disastro e lasciano presagire che l’intero insediamento sia in fiamme, la posizione dei quartiere, raggiungibile solo tramite ripide scalinate attraverso stretti vicoli, rende impossibile l’intervento di squadre antincendio oltre a complicare la fuga dei residenti verso zone sicure.

Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Freetown Yvonne Aki Sawyerr non è ancora chiara l’entità dei danni, come si sia propagato l’incendio, né soprattutto l’ammontare delle vittime che vista la densità di popolazione potrebbe essere elevatissimo.

Così si presenta lo slum questa mattina

L’ intera comunità è stata rasa al suolo”, fa sapere Yvonne Aki-Sawyerr, che aggiunge: “migliaia di persone sono colpite, solo oggi riusciremo ad avere un quadro generale della situazione. Molti bambini sono scomparsi, separati dai genitori nel caos delle fiamme”. Una dozzina di bambini sono stati recuperati e stanno alla locale stazione di polizia ma altri potrebbero essere scappati con barche ormeggiate sul molo. Non è chiaro per ora il bilancio delle eventuali vittime.

“È devastante assistere ad un ennesimo disastro del genere,  sulla scia di altri sei incendi scoppiati nelle ultime settimane. Ancora una volta, non c’era un accesso per i vigili del fuoco” ha deplorato la sindaca.. Un edificio di sei piani in costruzione all’ingresso del Guinea Store nella baia di Susan ha bloccato l’accesso che ci sarebbe stato in precedenza da quel lato.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Un’altra immagine della devastazione dello slum: il 90% delle baracche è andato distrutto

a cura di Federico Monica In apertura: foto d’archivio Gordwin Odhiambo/Afp

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