Africa: diaspore e università per rafforzare i legami con l’Italia

di Valentina Milani
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

“Cambiare lo storytelling sull’Africa e costruire nuove interconnessioni ad ampio spettro tra Italia ed Africa”: è questo, secondo Marco Francesco Mazzù, Recruiting Leader & Professor of Marketing & Digital Luiss Guido Carli, il centro del webinar “Italian and African business perspectives” tenuto dalla Luiss.

Il seminario è il terzo di un ciclo di incontri organizzati con la collaborazione dell’Associazione culturale Le Reseau e dedicato in particolare a coinvolgere il mondo della diaspora africana in Italia nella costruzione di rapporti e relazioni economiche con l’Italia, passando per l’offerta formativa dell’università Luiss. L’incontro è stato aperto proprio dal professore Mazzù che ha evidenziato l’importante ruolo delle diaspore nello sviluppo socio economico dei paesi africani, concetto ribadito anche da Cleophas Adrien Dioma, direttore di Le Reseau, introducendo i lavori. Della necessità di modificare la narrativa italiana sull’Africa e di contrastare un’immagine fatta di soli stereotipi ha parlato il direttore di Africa e Affari/ InfoAfrica, Massimo Zaurrini. “Il problema della singola narrativa sull’Africa è che crea stereotipi. Ed il problema con gli stereotipi è che essi raccontano una sola parte della storia, facendo credere che si tratti dell’intera storia” ha detto Zaurrini, prima di presentare una completa carrellata di dati per smontare alcuni dei principali stereotipi sull’Africa. “Secondo la lettura dominante l’Africa è povera – ha detto il direttore di Africa e Affari – forse è vero, ma è anche vero che l’Africa è la seconda regione del pianeta per crescita economica maggiore da 15 anni ormai. Un altro stereotipo sul continente è che l’Africa è terra di guerre, violenze e conflitti. Ebbene i dati dell’Oms dimostrano che le morti da violenze nel continente sono calate del 95% negli ultimi 15 anni e che si è passati dai 45 morti ogni 100.000 abitanti degli Anni ’90 agli 8 ogni 100.000 abitanti del 2013”. Zaurrini ha poi concluso il suo intervento invitando ad approfondire la conoscenza del continente per avere un quadro chiaro e aggiornato delle difficoltà e delle possibilità che offre. 

Tarek Tawfik, Vice-presidente di Businessmed – Unione delle confederazioni industriali del Mediterraneo – nel suo intervento ha invece evidenziato le molteplici possibilità offerte dall’integrazione dei mercati di Europa e Africa (alla luce della neonata area di libero commercio africana) anche nella fase post-covid. 

“E’ fondamentale garantire i legami tra  Europa e Africa, sia in vista del mercato continentale interno sia alla luce della necessità europea di diversificare le proprie filiere produttive. L’Europa può aiutare l’Africa a vincere una delle sue più grandi sfide: costruire uno sviluppo che sia inclusivo” ha detto Tawfik, il quale ha poi sottolineato come le istituzioni che si occupano di formazione come le università sono motori essenziali per il successo economico dell’Africa.

Del fatto che l’Africa sia una grande opportunità per le Pmi italiane ha invece parlato Roberta Datteri, Vice-presidente di Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato). “Uno dei contributi che Cna vuole dare è quello di aiutare le aziende a dotarsi di una visione prospettica, guardando anche a mercati nuovi o con maggiori difficoltà di accesso. Da tempo abbiamo portato evidenza che il mercato africano non è solo appetibile per le grandi aziende, ma è un mercato adatto anche alle Pmi. Come associazione siamo giunti a conclusione che il continente africano può rappresentare un interlocutore di primaria importanza nel futuro delle Pmi italiane. Perché ci siamo accorti che le nostre Pmi e quelle africane possono costruire partnership di natura paritaria con cui affrontare insieme le sfide globali” ha detto la Datteri. L’importanza di sostenere i giovani imprenditori africani è stata evidenziata da Ada Ugo Abara, Perspective Area Manager della Fondazione Aurora, una giovane fondazione che si occupa di sostenere i giovani imprenditori per far crescere le loro imprese, soprattutto quelle che operano con generazione di impatto sociale positivo. Chiudendo il seminario Mazzù ha ricordato il prossimo appuntamento del ciclo di webinar dedicati alla diaspora previsto per il 13 Aprile.

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