Namibia e Germania litigano sulla caccia ai trofei animali

di claudia

La Germania vuole vietare l’importazione di trofei di caccia, di cui detiene il primato europeo. La decisione ha fatto irritare le autorità della Namibia, secondo cui la caccia controllata degli animali selvatici è un’attività necessaria e utile alla conservazione. Ma gli animalisti ribattono: «La caccia al trofeo è immorale, crudele e dannosa»

Gravi accuse da parte della Namibia alla ministra dell’Ambiente tedesca, la Verde Steffi Lemke, tacciata di “neocolonialismo” per alcune sue affermazioni sulla caccia grossa. Lemke vorrebbe infatti arrivare a vietare, partendo da una legge che impone forti limitazioni, l’importazione in Germania di trofei di caccia dall’Africa.

Una posizione, quella della ministra tedesca Lemke, che ha irritato il suo omologo namibiano, il ministro dell’Ambiente della Namibia, Pohamba Shifeta, il quale l’ha accusata di neocolonialismo: “Se la Germania vuole renderci impossibile la caccia ai trofei commette un intervento illegale e neocoloniale che è contrario al diritto internazionale. Non possiamo davvero immaginare che la Germania ci faccia questo: i nostri Paesi sono amici. Se volete proteggere gli animali, è necessario consentire la caccia controllata”. 

Sulla situazione di tensione diplomatica creatasi tra la Nambia (ma anche il confinante Botswana) e la Ministra dell’Ambiente tedesca Steffi Lemke è intervenuta l’organizzazione HSI/Europe che da anni si batte per abolire la cosiddetta caccia al trofeo.

Sylvie Kremerskothen Gleason, Direttrice per la Germania di HSI/Europe, dichiara: “L’adozione tempestiva di misure regolamentari volte a limitare l’importazione di trofei di caccia appartenenti a specie protette in Germania è imprescindibile. Ciò permette al nostro Paese di svolgere il proprio ruolo nella salvaguardia della fauna selvatica e consente ai nostri rappresentanti politici di agire in accordo con l’opinione pubblica predominante in Germania.”

HSI/Europe ritiene che “in qualità di principale importatore UE, secondo a livello globale dopo gli Stati Uniti, di trofei di caccia ottenuti da specie di mammiferi elencate dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES), limitando le loro importazioni, così come proposto dal Ministero dell’Ambiente tedesco, la Germania si assumerebbe le proprie responsabilità per il ruolo che gioca nel commercio globale di questi trofei”.

Secondo i dati sul commercio internazionale, riportati nel database della CITES, la Germania ha importato 118 trofei di caccia di elefanti africani nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022, posizionandosi così come il secondo maggior importatore di tali trofei in Europa. Di questi, 22 provengono dal Botswana. Ciò dimostra l’impatto limitato delle restrizioni proposte dal Ministero tedesco per i trofei di elefante africano sulla gestione delle popolazioni di questa specie nel paese africano.

In Africa i safari di caccia sono un’attività florida e redditizia. Che provoca indignazioni e polemiche. Migliaia di animali selvatici, compresi esemplari di specie in via di estinzione o minacciate, vengono uccisi ogni anno da cacciatori facoltosi che pagano somme ingenti per esibire nella propria casa i loro trofei. «Attività lecita, etica e utile», sostengono le organizzazioni venatorie. «La caccia al trofeo è immorale, crudele e dannosa», ribattono gli animalisti.

“La pratica della caccia al trofeo è storicamente caratterizzata da una gestione deficitaria, contrassegnata da dati incompleti, quote di caccia non sostenibili e scarsa trasparenza”, argomenta HSI/Europe. “Studi recenti evidenziano come la maggior parte delle entrate derivanti dalla caccia al trofeo non venga reinvestita in programmi di conservazione, né impiegata a beneficio delle comunità locali o delle autorità territoriali. Inoltre, tale pratica può comportare l’adescamento di animali provenienti da aree protette, compromettendo così gli sforzi volti a contrastare il bracconaggio. Si evidenzia un progressivo declino nella rilevanza dell’industria della caccia al trofeo, in favore di alternative sostenibili che offrono valide opportunità economiche, senza l’uccisione della fauna selvatica”.

Dal 1996 Humane Society International e Humane Society of the United States hanno finanziato ricerche sui metodi alternativi e non letali per la gestione della fauna selvatica. Tra questi, rientra l’immunocontraccezione per gli elefanti, un approccio non steroideo, non ormonale e rispettoso nei confronti degli animali, utilizzato per il controllo della loro popolazione.

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