In memoria di Samuel Kabamba, l’Aylan di Spagna

di Stefania Ragusa
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«mi chiamo Samuel, ho sei anni, ho perso mia madre…»

Non sappiamo esattamente quando questa storia sia cominciata ma conosciamo alcune date chiave.
L’11 gennaio del 2017 Véronique Nzanzi, una donna congolese di 45 anni, ammalata di un tumore al collo, è in Marocco con Samuel, il suo bambino più piccolo, un tipetto vivace e tifoso del Real Madrid. Insieme salgono su un gommone. La donna spera che in Europa possano operarla. Aveva chiesto di entrare legalmente, per motivi sanitari, ma il visto le era stato negato. Per questo ha finito con l’affidarsi ai trafficanti. Poco dopo la partenza l’imbarcazione affonda.
Il 27 gennaio il corpo di Samuel, ribattezzato l’Aylan di Spagna, viene trovato su una spiaggia di Barbate, un comune in provincia di Cadice, costa atlantica dell’Andalusia. Quello della madre sarà recuperato in Algeria. I funerali di Samuel si terranno a marzo, in Spagna, alla presenza del padre giunto da Kinshasa: a lui il visto è stato dato per potere andare a fare il riconoscimento del cadavere.
Prudence Pembele Nira, attrice di origine congolese di stanza a Parigi, ha scritto e messo in scena un monologo dedicato alla memoria di Samuel. Si intitola La boite à sardines dans le fleuve, ossia “la scatola di sardine in mezzo al fiume”. «Sono stata molto colpita dal destino di questo bambino», ci ha detto Prudence. «Volevo dargli una voce e provare a ricostruire quello che deve aver vissuto prima di lasciare questo mondo in modo così tragico». Il monologo è in francese, ma anche chi non parla perfettamente questa lingua riesce a cogliere il messaggio di Prudence, la sua urgenza, la sua intensità.

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