Guinea, lo scimpanzé che riaccende la speranza

di Diego Fiore
Scimpanzé
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La riserva Bossou in Guinea Conakry ha registrato la nascita, per la prima volta da anni, di un cucciolo di scimpanzé, un barlume di speranza di fronte alla minaccia di estinzione della specie in questo sito naturale unico. Le guide della riserva hanno osservato la scorsa settimana che Fanle, una delle femmine, teneva in braccio un piccolo a pancia in giù: così inizia il racconto di Aly Gaspard Soumah, direttore del Bossou Environmental Research Institute, nell’est della Guinea, al confine tra Costa d’Avorio e Liberia: «Non ci sono dubbi, tre giorni fa abbiamo potuto confermare il sesso con il binocolo perché erano sugli alberi: è una femmina».

Se Fanle lascia che le guide responsabili del monitoraggio della popolazione si avvicinino è grazie al rapporto tra scimmie ed esseri umani molto particolare che si è creato a Bossou, facendolo diventare un luogo unico. Spiega il dottor Soumah: «Gli scimpanzé vivono allo stato brado, ma da generazioni condividono il territorio e le risorse con gli uomini. Questi ultimi li considerano come la reincarnazione dei loro antenati e li proteggono dalla distruzione». Bossou è anche uno dei primi luoghi in cui è stato scientificamente osservato l’uso di strumenti da parte degli scimpanzé, come pietre che riproducono martelli e incudini per spezzare le noci di palma.

La riserva del Monte Nimba, a cavallo tra la Costa d’Avorio e la Guinea, di cui fa parte Bossou, è inclusa nella lista dei patrimoni mondiale dell’UNESCO per l’originalità e la diversità della sua flora e fauna. Tuttavia, gli scimpanzé di Bossou sono minacciati di estinzione. In altre aeree della riserva sono più numerosi mentre a Bossou sono solo sette: tre maschi e quattro femmine, di cui tre sulla sessantina e non più in grado di riprodursi. Solo Fanle, sulla trentina, è ancora fertile. Il maschio più giovane ha otto anni.

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