Etiopia: Violenze nella Regione dei Somali. 29 vittime

di Marco Simoncelli
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Le autorità federali etiopi hanno avviato i colloqui con i rappresentanti della comunità somala in Etiopia in seguito alle violenze esplose nel weekend nella Regione dei somali, nell’est del paese, che hanno provocato la morte di almeno 29 persone. È quanto riferiscono fonti ufficiali citate dal quotidiano “Addis Standard” e riprese da Agenzia Nova, secondo cui i colloqui coinvolgono le autorità amministrative e militari.

Stando a quanto riferito dalla stampa etiope, le violenze hanno interessato il capoluogo regionale Giggiga e altre città della regione, dove si sono registrati atti di vandalismo attacchi contro diverse comunità etniche che vivono nell’area.

Secondo le stesse fonti, almeno otto chiese ortodosse etiope di Twahedo sono state incendiate e sei sacerdoti sono stati uccisi. Gli scontri sono scoppiati la scorsa settimana dopo che membri armati della milizia paramilitare locale di etnia somala nota come polizia Liyu, hanno tentato di interrompere un incontro fra i membri del parlamento regionale e la popolazione nella città di Dire Daua, i cui partecipanti stavano denunciando la violazione dei diritti umani nella regione.

Le tensioni hanno provocato l’intervento dell’esercito, i cui militari sono stati schierati a presidio dei principali luoghi istituzionali fra cui il parlamento regionale e il palazzo presidenziale del governatore Abdi Illey, innescando a loro volta le violenze della polizia Liyu.

Questi eventi hanno creato delle fratture tra l’amministrazione regionale e il governo di Addis Abeba che hanno portato alle dimissioni del presidente della Regione Abdi Mahamoud Omar, conosciuto come Abdi Iley, secondo quanto riferito da africanews.

Il governo di Addis Abeba ha dichiarato che farà tutto quello che è in suo potere per riportare la calma nella regione. Per ora l’esercito nazionale ha preso controllo delle maggiori vie di comunicazione e di alcuni centri urbani, tra cui Giggiga.

Da tempo la regione somala è instabile. Dalla fine del 2017 ci sono stati gravi problemi sul confine con la regione abitata dall’etnia oromo. Non è un caso se il primo ministro, Abyi Ahmed, ha compiuto la sua prima visita dopo l’insediamento all’inizio di aprile, proprio nella regione somala.

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