L’accusa alla giunta del Niger del giornalista francese Dietrich, espulso dal Togo

di claudia
carro armato

di Céline Camoin

Lo scrittore e giornalista francese Thomas Dietrich, colui che le autorità togolese hanno espulso dal Paese mentre stava cercando di seguire le elezioni presidenziali, denuncia che la giunta del Niger ha utilizzato, facendone un uso distorto, un suo reportage per fare credere che esistesse una base militare francese segreta nel nord del Benin, con l’obiettivo di attaccare il Niger.

La televisione pubblica nigerina ha infatti diffuso un servizio affermando che il nord del Benin ospita una base militare francese segreta a Kandi, non lontano dal confine, e che l’intento è la destabilizzazione del regime, poichéle ricchezze del Niger sono contese. Il servizio utilizza e cita il reportage francese, quello di Dietrich, senza citare il nome dell’autore.

Reagendo alla diffusione, Dietrich precisa che il reportage dal nord del Benin risale al gennaio 2023, sei mesi prima del colpo di stato contro Mohamed Bazoum. “I soldati francesi presenti a Kandi non miravano quindi a destabilizzare la potenza nigerina, all’epoca molto francofila. Anche i soldati francesi hanno lasciato Kandi nel febbraio 2023, poche settimane dopo il mio rapporto”.

Aggiunge che non esisteva una base francese segreta a Kandi (…). I soldati erano accampati in un angolo dell’accampamento militare beninese di Kandi. “Ciò che probabilmente hanno nascosto le autorità beninesi e francesi riguarda il ruolo di questi soldati sul posto. Ufficialmente si parlava di semplici istruttori. In realtà, anche i soldati francesi hanno effettuato operazioni contro i jihadisti, mano nella mano con l’esercito locale. E questo è problematico, perché l’opinione pubblica doveva essere informata”, scrive Dietrich su X.

“Chiaramente Macron non destabilizzerà il Niger da una base segreta in Benin che non esiste. Ma questo non deve farci dimenticare che Parigi era pronta a tutto pur di riconquistare l’influenza perduta in Niger. Macron voleva inviare i nostri commando per riportare Bazoum al potere (vedi Jeune Afrique). E alcune reti francesi hanno favorito, nell’agosto scorso, la creazione della ribellione di Rhissa Ag Boula, ex braccio destro di Bazoum”, sostiene il giornalista, che regolarmente denuncia le reti d’influenza franco africane.

“Dobbiamo anche mettere in discussione i legami molto stretti tra Parigi e l’autoritario Patrice Talon, legami che non sono fake news. La Francia fornisce intelligence ed equipaggiamento militare al regime del Benin, ufficialmente per combattere il terrorismo, ma anche per mantenere il Benin entro i confini francesi. Secondo quanto rivelato da Africa Intelligence, la compagnia francese Atos invierà addirittura droni e un aereo per monitorare il nord del Paese (e quindi il confine con il Niger), per conto dell’esercito beninese, il tutto con finanziamenti dell’Unione Europea”.

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