Egitto | Riaprono (alcuni) siti e musei archeologici

di Enrico Casale
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L’Egitto riapre (lentamente) le porte ai turisti. A luglio saranno aperti cinque musei e otto siti archeologici. Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità, ha affermato che i cinque musei sono il museo egizio di Tahrir, il museo di arte islamica, i musei copti, Nubia e Luxor. Gli otto siti archeologici sono i templi di Abu Simbel e Philae ad Assuan, Karnak, i templi di Al-Deir Al-Bahari e la Valle dei Necropoli a Luxor, oltre alle Piramidi di Giza e alla Cittadella Salaheddin al Cairo.  A breve, poi, dovrebbero riaprire anche i siti turistici sul Mar Rosso e quelli sul Mediterraneo.

L’emergenza Covid-19 ha messo in crisi l’industria culturale e delle vacanze e rischia di cancellare i numeri da record degli ultimi due anni, che avevano portato ai 13,6 milioni di visitatori nel 2019, con ricavi per 12,6 miliardi di dollari, la cifra più alta di sempre. Un settore che vale il 12% del Pil del Paese, strategico al punto da spingere il governo a decidere di rimetterlo in moto, nonostante la pandemia. Attualmente l’Egitto conta quasi 60mila casi di coronavirus e 2.450 morti.

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