Rd Congo | «L’epidemia di ebola è terminata»

di Enrico Casale
ebola
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L’epidemia di ebola nelle regioni Nord-Orientali (Ituri e Nord Kivu) della Rd Congo è terminata. Ad annunciarlo, insieme alle autorità nazionali e regionali, è stato Matshidiso Moeti, il direttore regionale per l’Africa dell’Organizzazione mondiale della sanità. «Con la solidarietà e la scienza si possano controllare le epidemie», ha detto Moeti ai giornalisti in una conferenza stampa virtuale.

Questa è la seconda più grande epidemia di ebola dopo quella che ha colpito l’Africa occidentale nel 2014 (che colpì 29mila persone e fece più di 11mila vittime). Quella nell’Rd Congo, è però la prima in una zona di conflitto attiva. Proprio i combattimenti tra movimenti ribelli che operano nella regione, hanno rallentato gli sforzi per contenere la diffusione del virus. Nell’arco di due anni, si sono registrati più di 420 attacchi alle strutture sanitarie con l’uccisione e il ferimento di numerosi operatori sanitari. A ciò si sono aggiunte continue minacce alla sicurezza e una vasta campagna di disinformazione elementi che hanno rallentato gli interventi.

Lo scorso aprile è stata grande la delusione quando, poche ore prima che le autorità sanitarie dichiarassero la fine di quell’epidemia, fu individuato un nuovo caso. Ebola, dall’agosto 2018 quando è stato rilevato il primo caso, ha causato oltre duemila morti. Secondo gli esperti l’impiego di vaccini sperimentali, uno dei quali è stato poi approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha fortemente contribuito ad arginare il virus.

Se nell’Ituri e nel Nord Kivu, l’epidemia è cessata, un piccolo focolaio si è acceso a Mbandaka, nel Nord-Ovest. Questo è l’undicesimo focolaio nel Paese. Finora, sono state infettate 24 persone e 13 persone sono morte. Da un’analisi genetica fatta sul ceppo del virus che circola in quell’area è risultato essere diverso dal ceppo orientale.

Per quanto riguarda il nuovo focolaio, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ricordato che l’agenzia dell’Onu dispone già di personale a Mbandaka per combattere contro le epidemie di Ebola. «Questo focolaio ci ricorda che Covid-19 non è l’unica minaccia per la salute delle persone – ha detto Tedros -. L’Oms continua a monitorare e rispondere a molte emergenze sanitarie, tra le quali la maggiore epidemia al mondo di morbillo».

Nelle autorità sanitarie africane, c’è timore che il Covid-19 possa favorire la diffusione di ebola e Aids. Molte persone con i sintomi delle due terribili malattie non si presentano agli ambulatori perché temono di contrarre il coronavirus. In Africa australe, medici e infermieri stimano che, per la difficoltà di distribuzione delle triterapie per il lockdown, il numero di morti di Aids possa addirittura raddoppiare aumentando di 500mila unità nei prossimi mesi. Inoltre, sempre per via della pandemia, non si fanno più le disinfestazioni contro le zanzare nei villaggi e sono fortemente cresciuti i casi di malaria.

(Enrico Casale)

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