di Valentina Giulia Milani
Il presidente francese annuncia a Nairobi una rottura con il passato coloniale, proponendo una strategia basata su investimenti e rispetto della sovranità. L’obiettivo è rilanciare la presenza di Parigi attraverso patti economici paritari, in un contesto segnato dal ritiro militare dal Sahel e dalla crescente concorrenza di Cina e Russia
L’epoca della Françafrique e della «sfera d’influenza» francese nel continente africano «è finita». Parola di Emmanuel Macron. Il presidente francese, durante una conferenza stampa con il presidente keniano William Ruto a Nairobi, ha rivendicato una nuova strategia fondata su partenariati «equilibrati», investimenti e rispetto della sovranità degli Stati africani.
Le dichiarazioni di Macron hanno aperto il primo vertice Africa-Francia organizzato in un Paese anglofono e fortemente votato agli investimenti come il Kenya. Il summit, chiamato Africa Forward e iniziato ieri nella capitale keniana, rappresenta il primo incontro multilaterale con capi di Stato africani organizzato sotto la presidenza Macron dal suo arrivo all’Eliseo nel 2017.
La missione africana del presidente francese, è stata annunciata dall’Eliseo come un’iniziativa che punta «mostrare e consolidare un partenariato rinnovato con i Paesi africani». Un tentativo di ridefinire la presenza nel continente dopo anni di tensioni con diverse ex colonie africane. Secondo la presidenza francese, il vertice intende guardare «al futuro» dopo la dichiarata fine della cosiddetta Françafrique, termine utilizzato per indicare il sistema di relazioni politiche, economiche e militari costruito da Parigi con le ex colonie africane dopo le indipendenze.
Macron ha infatti insistito sul fatto che la Francia non considera più l’Africa francofona come una «proprietà privata» e non intende sostenere o rovesciare governi attraverso la propria presenza militare o politica. «Dal 2017 quell’era è terminata», ha affermato il presidente francese, sottolineando come Parigi abbia progressivamente perso quote di mercato in numerosi Paesi africani e sostenendo la necessità di costruire relazioni basate sulla competitività e sul reciproco interesse economico.
Il nuovo approccio arriva in un contesto di forte ridimensionamento dell’influenza francese nell’Africa occidentale francofona. Dopo la serie di colpi di Stato che dal 2020 hanno interessato il Sahel, Mali, Burkina Faso e Niger hanno espulso le truppe francesi e rafforzato la cooperazione con la Russia. Macron ha ricordato che il ritiro militare francese è avvenuto su richiesta delle giunte militari al potere nei tre Paesi: «Non volete più la Francia? Ce ne andiamo», ha dichiarato, aggiungendo che gli sviluppi successivi dimostrerebbero come tale scelta «non sia stata la migliore» per quei Paesi.
La Francia ha inoltre lasciato a luglio la sua ultima grande base militare in Senegal, dopo che il presidente Bassirou Diomaye Faye aveva definito incompatibile la presenza militare francese con la piena sovranità nazionale.
Secondo alcuni analisti, il summit di Nairobi è un tentativo di Parigi di rafforzare la cooperazione con partner considerati non tradizionali, come il Kenya, con cui a ottobre è stato firmato un accordo di difesa relativo a intelligence, sicurezza marittima e missioni di pace. Durante l’incontro bilaterale con Ruto, Francia e Kenya hanno firmato anche diversi accordi nei settori dell’energia e delle infrastrutture.
Il presidente keniano ha da parte sua invocato una cooperazione «paritaria» con l’Africa, chiedendo di superare «la mentalità degli aiuti e dei prestiti» per puntare maggiormente sugli investimenti e sulla valorizzazione delle risorse africane.
L’approccio economico rappresenta il fulcro della nuova strategia francese: l’Eliseo ha sottolineato che il summit sarà «molto economico e orientato agli investimenti», con la partecipazione di una vasta delegazione di imprenditori francesi e africani e annunci attesi sia sugli investimenti francesi in Africa sia africani in Francia.
Il tentativo di rilancio della presenza francese nel continente si confronta tuttavia con una competizione crescente da parte di Cina, Russia e Paesi del Golfo. Nel caso del Kenya, il governo ha recentemente annullato un progetto autostradale da 1,5 miliardi di dollari affidato a un consorzio guidato dalla francese Vinci, preferendo imprese cinesi.
Prima di raggiungere Nairobi, Macron ha fatto tappa in Egitto, dove ha inaugurato insieme al presidente Al-Sisi l’Università della Francofonia Senghor ad Alessandria. Il 13 maggio il presidente francese si recherà infine ad Addis Abeba, in Etiopia, per la sua prima visita alla sede dell’Unione Africana, dove incontrerà il presidente della Commissione dell’Ua Mahamoud Ali Youssouf e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.



