Senegal, lo sminamento in Casamance è pronto a riprendere tra molte difficoltà

di Tommaso Meo

Dopo diversi mesi di sospensione a seguito di un cambio di gestione, le operazioni di sminamento in Casamance, nel sud del Senegal, sono pronte a riprendere. Il direttore del Centro nazionale per lo sminamento (Cnams), Salomon Diédhiou, ha infatti assicurato che sono in chisura le procedure di accreditamento finali per le organizzazioni che si occuperanno dello sminamento.

Tuttavia, rimangono delle difficoltà come il difficile accesso ad alcune zone, la vegetazione molto fitta e la scarsità di combustibile. Inoltre, due macchine sminatrici meccaniche all’avanguardia, donate dal Giappone, attualmente all’Istituto senegalese di ricerca agricola di Ziguinchor, non sono ancora riuscite a raggiungere le zone contaminate per mancanza di un veicolo di trasporto adeguato. Le macchine pesano quasi 30 tonnellate ciascuna.

Oltre quarant’anni di conflitto tra il Movimento delle forze democratiche della Casamance (Mfdc) e lo Stato senegalese hanno disseminato foreste e campi di mine antiuomo. Ufficialmente, gli ordigni esplosivi hanno causato 870 vittime, quasi 200 delle quali riportano conseguenze fisiche permanenti.

Secondo il Cnams, dal 2008 sono stati bonificati oltre 2,4 milioni di metri quadrati di terreno, ma circa un milione di metri quadrati di campi minati noti devono ancora essere bonificati. L’obiettivo dichiarato delle autorità senegalesi è di eliminare completamente le mine in tutto il Paese entro il 2030-2031.

Condividi

Altre letture correlate: