Nuovi attacchi jihadisti in Mali, sale il bilancio delle vittime

di Tommaso Meo

Decine di persone sono state uccise venerdì in nuovi attacchi jihadisti nel centro del Mali. La regione attraversa una fase di estrema insicurezza dopo la grande offensiva lanciata a fine aprile dai gruppi armati contro il governo militare. La notizia è stata confermata durante il fine settimana da fonti del posto.

Questi attacchi, avvenuti nella medesima area e rivendicati dal gruppo Jnim (legato ad al-Qaeda), si aggiungono a quelli di mercoledì scorso che avevano già causato almeno 30 vittime. «I gruppi armati sono tornati venerdì e hanno colpito altri villaggi, tra cui Kouroude e Dougara. Il totale dei morti tra mercoledì e venerdì supera ormai le 70 persone», ha riferito un funzionario locale protetto dall’anonimato. Altre fonti internazionali parlano di 80 vittime, mentre un portavoce dei giovani locali ne conta almeno 50, segnalando anche molti dispersi.

Le violenze seguono l’offensiva senza precedenti del 25 e 26 aprile, condotta dai jihadisti dello Jnim insieme ai ribelli tuareg del Fronte di Liberazione dell’Azawad.

«Siamo sconvolti. I soldati di stanza a Bankass e Diallassagou non sono intervenuti, nonostante le nostre ripetute richieste di aiuto», ha spiegato all’agenzia Afp un rappresentante dei giovani. Fonti della sicurezza definiscono la situazione «preoccupante». Secondo quanto emerge, lo Jnim starebbe colpendo i villaggi che si sono rifiutati di sottostare ai loro accordi locali.

Anche la Commissione nazionale per i diritti umani (Cndh) si è detta allarmata. In una nota ufficiale, la Cndh ha condannato questi «attacchi barbari e spregevoli», definendoli gravi violazioni dei diritti umani e delle leggi internazionali.

Dalla fine di aprile, l’esercito ha perso il controllo di varie zone nel nord del Paese, inclusa la città strategica di Kidal. Inoltre, dal 30 aprile i jihadisti bloccano le principali strade che portano alla capitale, Bamako, dove diversi camion e mezzi di trasporto sono stati dati alle fiamme.

Sabato, circa mille persone si sono riunite a Bamako per manifestare il proprio sostegno alla giunta militare al potere.

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