Uno studio guidato dall’Università di Città del Capo (University of Cape Town, Uct) ha individuato nuovi elementi sull’origine di alcuni dei diamanti più grandi e preziosi del mondo, collegandone la formazione a insolite regioni ricche di ferro nelle profondità del mantello terrestre.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, è stata condotta dal Kimberlite Research Group del dipartimento di Scienze geologiche della Uct e si è concentrata su una rara categoria di diamanti di qualità gemmologica nota come Clippir, acronimo inglese di «Cullinan-like, large, inclusion-poor, pure, irregular, resorbed diamonds», ossia diamanti simili al Cullinan, grandi, puri e con poche inclusioni.
Secondo quanto riferito dall’università, le rocce kimberlitiche che hanno trasportato questi diamanti verso la superficie terrestre provengono da anomalie ricche di ferro situate a oltre 150 chilometri di profondità, alla base della litosfera. Il gruppo di ricerca ha rilevato che tali regioni presentano firme isotopiche riconducibili ad antiche croste oceaniche sprofondate nel mantello terrestre attraverso il processo di subduzione e successivamente incorporate nelle sue parti profonde.
Lo studio è stato realizzato in collaborazione con ricercatori della Carnegie Institution for Science di Washington e dell’Università cinese di geoscienze di Pechino.
L’autore principale della ricerca, Geoffrey Howarth, ha spiegato che l’interazione tra i magmi kimberlitici in risalita e queste aree profonde ricche di ferro avrebbe favorito la formazione dei grandi cristalli minerali caratteristici delle rocce contenenti diamanti Clippir. “Questi diamanti straordinari – tra le gemme più grandi e preziose della Terra – sono rimasti a lungo un mistero”, ha dichiarato Howarth, aggiungendo che l’analisi delle “impronte chimiche” conservate nel minerale olivina trasportato dalle eruzioni kimberlitiche permette ora di ricostruire l’origine di queste pietre e di individuare nuove aree di ricerca.
Il diamante Cullinan, il più grande mai scoperto, fu trovato nel 1905 vicino a Pretoria e pesava 3.106 carati.



