Il Parlamento ugandese ha approvato una controversa legge sui cosiddeti «agenti stranieri», criticata da organizzazioni per i diritti umani, giornalisti e imprese, secondo cui il testo potrebbe essere usato per mettere a tacere il dissenso.
Come riferisce Radio France Internationale (Rfi), nelle intenzioni del governo, la legge proteggerà la sovranità dell’Uganda da interferenze straniere considerate minacciose. I critici del provvedimento sostengono però che il testo, ispirato a normative russe sugli «agenti stranieri» possa rafforzare gli strumenti di controllo statale sulle voci critiche.
Il parlamento ha comunque alleggerito in modo significativo la proposta iniziale dopo settimane di dibattiti, cancellando per esempio l’articolo che avrebbe classificato alcuni membri della diaspora come «agenti stranieri». Inoltre, i flussi finanziari provenienti dall’estero, compreso il denaro inviato dalle famiglie, non saranno più soggetti ad autorizzazione preventiva ma soltanto a obbligo di dichiarazione.
I deputati hanno anche limitato i poteri della nuova struttura prevista all’interno del ministero dell’Interno, che non potrà più decidere autonomamente chi debba essere considerato «agente straniero». Il testo prevede inoltre pene fino a dieci anni di carcere per reati definiti di «sabotaggio economico». anche se il Parlamento ha ridotto alcune delle sanzioni inizialmente previste.
Nonostante le modifiche, ong e opposizione continuano a esprimere preoccupazione. La legge mantiene infatti la definizione di «agente straniero» e vieta alcune attività politiche considerate contrarie agli interessi dell’Uganda. I critici della legge ugandese temono che una definizione ampia e poco precisa possa consentire alle autorità di limitare l’attività di oppositori, giornalisti indipendenti e organizzazioni della società civile con il pretesto della tutela della sovranità nazionale.
L’espressione «agente straniero», già adottata in Paesi appunto come la Russia, viene generalmente utilizzata per indicare individui, media, ong o organizzazioni che ricevono finanziamenti o sostegno dall’estero e svolgono attività considerate di influenza politica o sociale.



