La Tanzania ha respinto la visita di una delegazione del Parlamento europeo che doveva indagare sulle violenze e le possibili violazioni dei diritti umani avvenute durante le elezioni dello scorso anno. Mounir Satouri, presidente della sottocommissione competente, ha denunciato che i continui rinvii richiesti dal governo tanzaniano corrispondono, nei fatti, a un rifiuto.
«Questo ostruzionismo danneggia gravemente il lavoro del Parlamento europeo», ha dichiarato Satouri. Secondo l’eurodeputato, il mancato accesso al Paese impedisce di verificare le risoluzioni approvate e di controllare i progetti finanziati dall’Ue. Inoltre, viene bloccato il confronto diretto con partner fondamentali, come la Corte africana dei diritti dell’uomo.
Inizialmente la missione era prevista per febbraio, ma le autorità tanzaniane avevano chiesto di posticiparla a maggio per attendere i risultati di un’indagine nazionale sulle violenze elettorali del 29 ottobre 2025. «Avevamo accettato di spostare la missione a fine maggio», ha spiegato Satouri. Tuttavia, nonostante i risultati dell’indagine nazionale siano stati pubblicati il 24 aprile, la Tanzania ha ora negato l’intera visita senza fornire spiegazioni.
Il governo ha accertato in totale 518 persone rimaste uccise nel periodo post elettorale, un numero molto probabilmente sottostimasto rispetto a quanto denuciato dall’opposizione da diverse ong.
Satouri ha assicurato che il Parlamento europeo utilizzerà ogni strumento a disposizione per continuare a monitorare la democrazia e lo stato di diritto nel Paese, valutando anche come questo episodio influirà sui futuri rapporti con l’Unione Europea.



