La Corte costituzionale del Sudafrica ha stabilito che i cittadini stranieri non potranno presentare nuove richieste d’asilo dopo il rigetto definitivo della domanda iniziale, ribaltando una precedente decisione della Corte suprema d’appello.
La sentenza riguarda il caso di due cittadini burundesi che avevano tentato di ripresentare domanda nel 2018, quattro anni dopo il primo diniego, sostenendo che le violenze politiche seguite alle elezioni del 2015 in Burundi costituissero nuovi motivi di protezione.
Secondo la Corte costituzionale, consentire richieste illimitate senza un quadro legislativo specifico rischierebbe di creare un «ciclo senza fine», compromettendo le procedure di espulsione e aggravando la pressione sul sistema d’asilo del Paese. Il ministro degli Interni Leon Schreiber ha definito la decisione un passo importante contro gli abusi del sistema dei rifugiati.
Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), il Sudafrica ospita oltre 167 mila rifugiati e richiedenti asilo, provenienti in gran parte da Burundi, Repubblica democratica del Congo, Somalia, Sud Sudan, Rwanda e Zimbabwe.



