Egitto | L’Italia al fianco di Patrick

di Enrico Casale
Patrick George Zaky
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Studia farmacia, ma la sua passione è la politica. In Egitto questo pò essere molto pericoloso. Infatti Patrick George Zaky è stato torturato dalle forze di sicurezza egiziana dopo il suo arresto al Cairo. Patrick, che è di religione cristiana, fin dal 2011 ha sentito ardere in sé il fuoco dell’impegno sociale. Durante le Primavere arabe è sceso in strada contro il regime di Hosni Mubarak. Poi, una volta al potere Mohamed Mordi, il leader della Fratellanza musulmana, è sceso ancora in piazza. Sentiva che quel presidente, pur eletto democraticamente, si stava trasformando in un dittatore. Nei suoi sogni però non c’era un intervento militare, come quello del generale al Sisi, ma una rivolta di popolo. Per questo quando i militari sono tornati al potere lui si è schierato nuovamente con l’opposizione. E l’ha pagata cara.

Studente a Bologna, è stato arrestato al suo rientro in Egitto. Un tweet del ministero dell’Interno egiziano ha confermato che Patrick è stato fermato su mandato della Procura generale e posto in custodia cautelare per 15 giorni. Riferendosi a «informazioni pubblicate su qualche sito sospetto delle reti sociali», il dicastero ha smentito che Patrick sia italiano e ha affermato che ha «la nazionalità egiziana».

Fin dai primi momenti dopo l’arresto, il ministro Di Maio, attraverso l’ambasciata d’Italia al Cairo, ha seguito da vicino il caso dello studente. L’Italia, si apprende da fonti della Farnesina, ha chiesto l’inserimento del caso all’interno del meccanismo di «monitoraggio processuale» coordinato dalla delegazione Ue in loco che consente ai funzionari delle ambasciate Ue di monitorare l’evoluzione del processo e presenziare alle udienze.

Roma continuerà a seguire il caso sia tramite il coordinamento con i partner che attraverso altri canali rilevanti. «Il mio Ministero si è subito attivato insieme all’università di Bologna per ricostruire la situazione dello studente Zaky. Lo studente è stato selezionato nell’ambito di un master europeo tenuto da università di diversi Paesi. Insieme al ministro Di Maio stiamo operando tramite i canali diplomatici per reperire informazioni certe e trasparenti e verificare la situazione in maniera accurata nel rispetto dei diritti della persona», ha dichiarato Gaetano Manfredi, ministro dell’Università e della Ricerca scientifica.

Il timore delle autorità italiane è che Patrick finisca nel meccanismo di repressione egiziano e possa correre il rischio di essere eliminato. È ancora fresco il ricordo del triste destino di Giulio Regeni, giovane studente italiano, trovato morto in Egitto. Il suo caso non è stato mai risolto. SI sospetta però che, considerate le sue indagini sui sindacati egiziani, sia stato eliminato dalle forze di sicurezza egiziane.

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