Crisi in Mali, il vertice non ha prodotto nulla

di Diego Fiore
Keita
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Nulla di fatto al vertice di Bamako, in Mali, che ieri ha visto protagonisti vari leader dell’Africa occidentale intervenuti per lenire la crescente crisi politica nel Paese. Cinque capi di Stato della regione, i presidenti di Niger, Senegal, Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria, hanno incontrato ieri il presidente del Mali Ibrahim Boubacar Keita e i leader di un movimento di protesta locale che ne chiedono a gran voce le dimissioni, mentre la prolungata insurrezione jihadista minaccia di gettare il Paese nel caos. L’intervento non ha portato ad alcun accordo, mentre il presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, ha annunciato che la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS-CEDEAO) terrà un vertice straordinario sul tema nella giornata di lunedì 27 luglio. «Nulla è cambiato per il movimento», ha detto uno dei leader della protesta, l’imam Mahmoud Dicko. Il Movimento del 5 giugno, che prende il nome dalla data in cui iniziarono le proteste, chiede da mesi le dimissioni di Keita, accusato di aver gestito male l’economia, di non aver combattuto la corruzione e di non aver sconfitto la rivolta jihadista in corso ormai da 8 anni. Inoltre, l’opposizione contesta i risultati delle elezioni parlamentari a lungo rinviate e tenute negli scorsi mesi, che hanno consegnato la vittoria al partito di Keita.

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