Conferenza Italia-Africa. La “scoperta” del Continente

di Raffaele Masto

Come la Cina, come la Francia anche l’Italia in piccolo ha la sua Conferenza Italia-Africa. È cominciata oggi alla Farnesina, aperta dal presidente Mattarella. Quarantasei paesi africani, in maggioranza rappresentati a livello ministeriale, e 13 Organizzazioni internazionali, tra cui l’Unione Africana, per un totale di 350 delegati. I numeri sono questi e non sono inferiori a quelli messi in campo da Cina e Francia. Alla Farnesina per la verità ci sono pochi presidenti perché, come detto, ci sono più ministri degli esteri. Proprio il ministro degli esteri italiano così ha definito la conferenza: “rappresenta il principale momento di dialogo strutturato tra l’Italia e gli Stati del continente africano in impetuosa crescita demografica ed economica”.

È proprio in queste parole sta il senso di questa conferenza. L’Italia, a differenza della Cina, ha praticamente “scoperto” l’Africa non tanto per le sue opportunità di sviluppo o perché gli investimenti di capitale trovano una remunerazione più alta che in altre parti del mondo. Per l’Italia, l’Africa che cresce demograficamente è una minaccia migratoria che ci impone di dialogare con i paesi che ci “forniscono” migranti come per esempio la Nigeria che è il paeae più popoloso del continente e geograficamente sta esattamente sotto la cosiddetta rotta mediterranea.

Le recenti ralazioni italiane con l’Africa sono principalmente dettate appunto dalle questioni migratorie: abbiamo tentato di inviare una missione militare in Niger, a questo paese abbiamo concesso diversi milioni di euro. Lo stesso abbiamo fatto con l’Eritrea, con il Sudan, con la Nigeria, con il Ciad, tutte nazioni che stanno in quella fascia attraversata dalle rotte migratorie. Ovviamente non è solo questo: l’Italia cura le relazioni diplomatiche con molti paesi dai quali otteniamo concessioni – per esempio petrolifere – come il Mozambico, ancora la Nigeria, il Congo-Brazzaville, l’Angola. La diferenza con le Conferenze di Francia, Cina (e anche delle relazioni Africa-Stati Uniti) è proprio questa. Questi paesi hanno un ruolo attivo, stanziano miliardi, l’Italia invece gioca prevalentemente in “difesa”.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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