Chiamaka Nnadozie, una vita da portiera

di Stefania Ragusa
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

L’interesse per il calcio femminile sta crescendo anche in Italia. Vi consigliamo anche per questo di tener d’occhio una straordinaria atleta nigeriana che ha debuttato da poco più di un anno nel campionato francese e non finisce di meravigliare. Chiamaka Nnadozie ha 20 anni, è alta 1,80 metri e fa la portiera nel Paris FC. Secondo la sua allenatrize, Sandrine Soubeyrand, Chiamaka può senz’altro migliorare, ma così com’è adesso è già “una delle migliori al mondo”.

Nata a Orlu, nel sud della Nigeria, è cresciuta nelle fila di una squadra locale, i Rivers Angels. Miglior portiere d’Africa nel 2019, è arrivata a Parigi a gennaio, giusto in tempo per la pandemia. Da Orlu a Orly, dove vive adesso, c’è solo una lettera di differenza, osserva scherzando, ma la distanza potrebbe corrispondere a un paio di abissi. “Sono cresciuta in una famiglia di ragazzi”, ha raccontato la giovane donna a Radio France International. “Giocavamo a calcio per strada, mi incoraggiavano sempre. Poi, a 12 anni, sono entrato in un’accademia nel mio paese. Non ero molto forte come in campo, quindi sono stata messa in rete. E mi è piaciuto moltissimo”.

In Africa ci sono molte donne bravissime a calcio, ma questo sport rimane maschile. Il padre di Chamaka all’inizio non voleva spaerne. Si è convinto vedendola giocare. Quando l’ha vista in tv, durante la Coppa del Mondo, non poteva credere ai suoi occhi. Quando è arrivata a Parigi, era solo la numero 3 nella gerarchia dei portieri. Durante il confinamento ha fatto emergere il suo carattere. Nonostante le idfficoltà, legate anche al fatto di non padroneggiare la lingua, non si è mai lamentata. Farla giocare è stato un modo di premiare questa sua determinazione, ha spiegato Soubeyrand a Rfi. E ha mostato subito di essere bravissima e di avere unc arattere splendido. Chamanda ora sta imparando il francese, continua ad avere una grande nostalgia del suo paese ma riesce a tenerla a bada. Segnatevi il suo nome perché presto potremmo tornare a sentire parlare di lei.

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