Burkindi: eleganza e orgoglio burkinabè

di Matteo Merletto
burkindi
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Nel 2014, a due settimane dall’uscita di scena di Blaise Compaoré, Gilbert Tiendrebeogo ha lanciato ufficialmente la linea di abbigliamento casual Burkindi (che in lingua mooré, quella parlata dall’etnia mossi, esprime integrità e fierezza: ricordate che Burkina Faso vuol dire “Paese degli uomini integri?”).

Sono t-shirt, felpe, pantaloni, cappellini che propongono, in chiave contemporanea, soggetti e icone della cultura e della storia locali: dalle rondinelle stilizzate, su fondo bianco e rosso, che stringono una cartolina nel becco e caratterizzano il liuli pendé, ossia il wax burkinabè per eccellenza, al volto di Thomas Sankara, passando per il rosso e verde più stella gialla della bandiera.

Oggi è praticamente impossibile girare per la capitale Ouagadougou o anche altre città del Paese senza incontrare qualcuno che indossi questi capi, espressioni di un patriotisme vestimentaire rivisitato sotto il segno dell’urban style. I capi Burkindi sono però sfoggiati con orgoglio, come era prevedibile, anche dagli esponenti della diaspora, non necessariamente burkinabè. Nella nuova collezione sono ripresi gli eleganti motivi grafici tipici delle case di fango (sonron) dei villaggi gurunsi. Moda, cultura e impegno sociale, in Africa, riescono a scorrere dunque anche su traiettorie convergenti.

(Stefania Ragusa)

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