Burkina Faso, sfollati interni in continuo aumento

di Valentina Milani

Il numero di sfollati interni in Burkina Faso a causa dell’insicurezza è passato da 1.520.012 al 30 aprile a 1.719.332 al 30 settembre di quest’anno. Lo ha fatto sapere il Consiglio nazionale per il soccorso e la riabilitazione d’emergenza (Conasur) nel suo ultimo rapporto pubblicato nei giorni scorsi.

Secondo il documento, al 30 settembre sono stati registrati 199.320 nuovi sfollati interni in diverse località del Burkina Faso afflitte dall’insicurezza. La stessa fonte ha dichiarato che degli 1,7 milioni di sfollati interni, il 16,72% erano uomini, il 22,89% donne e il 60,40% bambini.

I comuni che ricevono il maggior numero di sfollati sono Djibo nel Sahel (15,67%), Ouahigouya nel Nord (08,34%) e Kaya nel Centro-Nord (06,39%).

Il Paese è afflitto dal 2015 da attacchi terroristici che colpiscono diverse regioni. Questi attacchi hanno provocato numerose vittime e migliaia di sfollati interni, mentre più del 40% del territorio è fuori dal controllo dello Stato, secondo i dati ufficiali.

Il continuo deterioramento della situazione della sicurezza ha portato un gruppo di soldati burkinabé, guidati dal tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, a rovesciare il presidente Roch Marc Christian Kaboré il 24 gennaio, mentre entrava nel secondo anno del suo secondo mandato.

Il 30 settembre, Damiba è stato a sua volta rovesciato da un gruppo di soldati guidati dal capitano Ibrahim Traoré, scelto per guidare ufficialmente il Paese da venerdì 14 ottobre, a seguito di una riunione nazionale. Traoré ha prestato giuramento come presidente della transizione venerdì scorso.

Il capitano Traoré e i suoi uomini avevano spiegato l’allontanamento di Damiba con le scelte “azzardate” di quest’ultimo, che hanno “progressivamente” indebolito il sistema di sicurezza del Burkina Faso, afflitto da attacchi terroristici.

Traoré, 34 anni, membro del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr, il raggruppamento di militari che ha rovesciato Kaboré), sta guidando una transizione politica di 21 mesi, a partire dal 2 ottobre, secondo la carta di transizione. 

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