Accordo Cina-Etiopia sulla grande diga della Rinascita

di Raffaele Masto

Grande attivismo della Cina in Etiopia, uno dei paesi africani più promettenti sul piano dello sviluppo e della crescita. E grande interesse dell’Etiopia per gli investimenti cinesi. Su questo blog ho già riferito del mega accordo per un oleodotto che trasporti il gas naturale dei giacimenti dell’Ogaden a Gibuti per la commercializzazione.

Ora arriva la notizia di una mega partecipazione cinese nel più grande progetto infrastrutturale del paese. La compagnia Ethiopian Electric Power (Eep) ha firmato un contratto del valore di 40 milioni di dollari con la China Gezhouba Group per la gestione delle attività relative alla Grande diga della rinascita, che dovrebbe essere operativa entro il 2022. L’accordo e’ stato firmato ad Addis Abeba dall’amministratore delegato di Ethiopian Elettric Power e dal rappresentante di China Gezhouba Group.

Nelle intenzioni delle due parti, l’intesa consentira’ di accelerare il ritmo della realizzazione della diga che, una volta ultimata, avra’ una capacita’ di 6.450 megawatt per un volume totale di 74 mila metri cubi. Il progetto, del valore complessivo di quattro miliardi di dollari, vede contrapposti Egitto, da una parte, ed Etiopia e Sudan, dall’altra, in relazione alla spartizione delle acque del fiume Nilo.

Il nuovo ciclo di colloqui tecnici sugli impatti della diga Gerd e’ fallito dopo che nel settembre 2017 Addis Abeba ha respinto la relazione consegnata dalle societa’ di consulenza francesi Brl e Artelia, che avvertivano dell’impatto negativo della diga etiope sul flusso dell’acqua del Nilo in Egitto e sulla produttivita’ della diga di Assuan.

Per questo motivo dal 2010 l’Egitto boicotta l’Iniziativa del bacino del Nilo, istituita con l’accordo di Entebbe firmato da sei paesi: Etiopia, Kenya, Ruanda, Tanzania, Uganda e Burundi. All’accordo non hanno tuttavia aderito l’Egitto e il Sudan, a causa della riassegnazione delle quote d’acqua del Nilo che sfavorirebbe questi due paesi.

Una complessa a cruciale questione nella quale, con la sua capacità finanziaria, è adesso entrata anche la Cina che non si fa problemi a realizzare accordi e investimenti con i protagonisti, anche se contrapposti.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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