Gasdotto dell’Ogaden: accordo Etiopia-Gibuti

di Raffaele Masto

Etiopia e Gibuti hanno firmato un accordo per costruire un gasdotto per il trasporto del gas etiope verso un terminale di esportazione nel piccolo paese del Mar Rosso.

Come noto l’Etiopia ha trovato estesi giacimenti di gas nella regione dell’Ogaden che sono stati sfruttati, dal 2013, con gli investimenti della cinese POLY-GCL Petroleum che hanno portato allo sviluppo dei siti di estrazione di Calub e Hilala la cui produzione è in condivisione tra Etiopia e l’impresa cinese.

L’accordo tra Gibuti ed Etiopia arriva più di un anno dopo che POLY-GCL ha firmato un memorandum d’intesa con Gibuti per investire ben quattro miliardi di dollari per costruire il gasdotto, un impianto di liquefazione e un terminale di esportazione a Damerjog, vicino al confine del Paese con la Somalia. Inizialmente era previsto che la produzione sarebbe iniziata l’anno scorso, ma il governo etiopico ha fatto sapere che è probabile che ciò accada nel 2020.

Il ministro dell’Energia di Gibuti, Yonis Ali Guedi, ha detto che l’accordo ha definito le condizioni chiave che serviranno da base per i relativi contratti di concessione.

Il progetto che prevede il gasdotto, il terminale, gli investimenti e le attrezzature per l’estrazione è il più costoso mai costruito nella regione del Corno d’Africa. POLY-GCL è una joint venture tra la China POLY Group Corporation, di proprietà statale, e Golden Concord Group, con sede a Hong Kong. Grazie anche a questo accordo la costa orientale africana potrebbe presto diventare un importante produttore globale di gas naturale liquefatto, con altri progetti in cantiere basati su grandi giacimenti di gas prodotti in Tanzania e Mozambico.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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